E il Comune proroga sette contratti

15 Febbraio 2019

Si tratta di collaboratori esterni alle segreterie degli assessori e del presidente del consiglio

L’AQUILA. Il Comune non può fare a meno di collaboratori esterni, almeno per alcuni settori e, allora, tramite una delibera di giunta, ha prorogato alla fine dello scorso anno i contratti a sette persone che operano nelle strutture di supporto agli organi di direzione politica. I contratti gravano sul bilancio triennale 2018-2020 e sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2019.La proroga contempla il fatto che saranno rispettate le medesime condizioni contrattuali e la stessa articolazione dell’orario lavorativo. Si tratta, dunque, di collaboratori addetti alla segreteria degli assessori comunali e del presidente del consiglio con inquadramento nella categoria B3 e rapporto di lavoro a tempo parziale.
Le persone confermate nei loro incarichi sono Daniela Braccani, Remo Paone, Rita Giusti, Alessia Tiberti, Serafina Antonacci, Alessandro Maccarone, Federica Cocciante.
La natura degli incarichi è fiduciaria e i contratti di lavoro non potranno comunque avere una durata superiore a quella del mandato del sindaco. Questo non vuol dire che gli interessati non possano sperare, in un futuro, nella stabilizzazione qualora ci fossero i presupposti.
La possibilità di fare questo genere di contratti poggia sugli orientamenti più recenti della Corte dei Conti. E parte dal principio della separazione tra politica e amministrazione, rispondendo in tal modo alla finalità di assicurare agli organi che sono titolari della funzione di direzione politica di potersi avvalere di uffici alle proprie dirette dipendenze e di poter disporre, al fine di supportare l’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo di loro esclusiva spettanza, di personale diretto in prima persona. Questo senza il tramite dell’apparato gerarchico amministrativo, che di essi disponga nell’ambito di un rapporto che si basa sulla fiducia personale.
La spesa per queste attività si aggira sui centomila euro visto che lo svolgimento di tali incarichi deve avere natura onerosa.
L’elemento fiduciario non esclude, almeno in teoria, una doverosa valutazione del curriculum per l’attività che si andrà a svolgere. (g.g.)
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