E il presidente Forgillo lancia accuse agli avvocati

«Dichiarazioni approssimative fatte da Colucci, in due anni nessun beneficio per risolvere i problemi. Il mio trasferimento? Non punitivo, regolare richiesta»
AVEZZANO. Ha cercato inutilmente di smorzare le polemiche snocciolando dati, numeri e rimarcando l’importanza della collaborazione con le istituzioni del territorio, chiarendo subito che il suo trasferimento è stato deciso dal Csm «solo ed esclusivamente in seguito di una regolare richiesta» e non per le perplessità manifestate sul futuro del tribunale – in una recente conferenza stampa – a seguito della mancata copertura di tutti i posti vacanti.
Ma il presidente del tribunale Eugenio Forgillo ha finito per sollevare un vespaio.
Il presidente ha specificato di aver inteso rendere «edotta la collettività dello stato delle cose nel tribunale e, comunque, di rendere trasparenti e obiettivi i suoi comportamenti istituzionali». Per farlo ha parlato per quasi quarantacinque minuti. «Avevo chiesto di essere trasferito alla Corte d’Appello di Napoli a gennaio scorso e solo l’altro ieri ho ricevuto la notifica della proposta di trasferimento», sostiene, «la delibera della commissione è stata presa all’unanimità, il che non può certamente leggersi in chiave punitiva».
Forgillo non poteva non fare riferimento all’intervento del presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati di Avezzano, Franco Colucci che aveva stigmatizzato alcune affermazioni del presidente Forgillo sulla possibilità di chiedere il suo trasferimento: «Probabilmente l’obiettivo dell’avvocato Colucci è stato quello di evitare che potessero ingenerarsi allarmismi, assicurando la collettività che l’avvocatura ha le interlocuzioni chiave per risolvere i problemi. Tuttavia, se fosse vero che l’avvocatura ha le chiavi di volta per risolvere i problemi dell’ufficio, occorrerebbe chiedersi coma mai, sino ad oggi, in due anni dell’attuale consiliatura, non si è visto beneficio alcuno per il tribunale. Le sue dichiarazioni sono approssimative e sono perplesso dal fatto che sia caduto dalle nuvole dopo le mie parole, considerate, da lui stesso, una inutile polemica».
E qui ha ricordato che il tribunale di Avezzano, lo scorso anno, è stato il più performante a livello nazionale e che il Csm non ha inviato il necessario numero di giudici per sopperire alle gravi lacune dell’organico. Facendo poi riferimento alla sua conferenza stampa del 10 ottobre scorso, ha specificato che «non ho inteso fare polemiche ma solo una provocazione che, chiaramente, era funzionale alla soluzione dei problemi, non di certo al mio trasferimento. Qualcuno ha adombrato che il mio trasferimento sarebbe stata la conseguenza delle polemiche con le istituzioni. Esclusa qualsiasi polemica, risulta evidente come non ci sia alcun collegamento tra le mie dichiarazioni del 10 scorso e la proposta di trasferimento». Infine, chiarendo che il suo trasferimento non è ancora stato ancora ufficializzato, perché manca la delibera del Csm, ha affermato: «Dispiace che questa proposta sia arrivata in un momento di grande difficoltà per il tribunale. Per conto mio sarei rimasto volentieri a dare una mano in un momento tanto difficile. Ma, come ben sapete, gli incarichi direttivi hanno una scadenza».
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