E l’opposizione con i cittadini per protesta occupa l’aula

14 Marzo 2019

L’AQUILA. Un consiglio comunale si è riunito lo stesso, non ufficiale, naturalmente, ma con una sorta di «occupazione» dell’aula Tullio de Rubeis, a Villa Gioia, da parte delle forze di opposizione...

L’AQUILA. Un consiglio comunale si è riunito lo stesso, non ufficiale, naturalmente, ma con una sorta di «occupazione» dell’aula Tullio de Rubeis, a Villa Gioia, da parte delle forze di opposizione nell’assise civica. Un’occupazione pacifica, che però è stata monitorata e ripresa passo dopo passo dagli agenti della Digos: la Questura, infatti, come ha sentito la parola «occupazione» di un’istituzione pubblica, ha drizzato subito le antenne.
L’occupazione dell’aula consiliare è andata in scena ieri pomeriggio, alle 15: da un lato, sui loro scranni abituali, i rappresentanti dell’opposizione; sui banchi della maggioranza di centrodestra, invece, hanno preso posto i cittadini, per la maggior parte in rappresentanza delle delegazioni che si erano presentate al mattino, quando la riunione del consiglio è saltata per mancanza del numero legale, di Pagliare di Sassa, in attesa da mesi della risposta del sindaco sulla loro petizione di 1.400 firme per la rimozione dell’antenna per la telefonia. E di Bagno, guidata dall’ex consigliere Tonino De Paolis, dove si chiede di non trasferire la scuola a Pianola e di utilizzare i soldi per costruire il nuovo edificio. Risposte, ancora una volta, rimaste inevase.
Sui posti occupati solitamente da sindaco e assessori, un grande cartello bianco con la scritta nera: “Vergogna”. Sullo scranno più alto, a presiedere la seduta “illegale”, il consigliere Angelo Mancini, che ha concluso il giro di interventi sia dei consiglieri comunali di opposizione, che dei cittadini.
Durissimo il rappresentante di L’Aquila Sicurezza Lavoro: «Questa città non ha un’amministrazione, i cittadini non ottengono risposte e non vengono neppure ricevuti dal sindaco. La città è ostaggio delle beghe interne al centrodestra».
«Quella della maggioranza è stata un’assenza premeditata», hanno sottolineato Stefano Albano, del Pd, e il capogruppo Stefano Palumbo. «Questo nostro consiglio insieme ai cittadini è un richiamo a quella parte della città che vuole ridare dignità a questa istituzione», ha detto Albano.
«Con i cittadini seduti sui banchi della maggioranza, abbiamo voluto riempire il vuoto del centrodestra», gli ha fatto eco Palumbo. Delusa, invece, Elisabetta Vicini (Democratici Socialisti per L’Aquila e frazioni): «Devo sottolineare, con un pizzico di amarezza, che purtroppo la città non risponde a questi nostri appelli. Se non ci fossero state le delegazioni di Bagno e di Pagliare di Sassa, ci saremmo ritrovati soltanto noi della minoranza. E la mancanza di partecipazione non è un bel segnale: vuol dire che c’è disinteresse».
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