E la Marsica ripensa alla “secessione”

8 Luglio 2016

AVEZZANO. Il mondo politico marsicano continua a manifestare dissenso per la chiusura dell’unità operativa di Neurochirurgia e il trasferimento all’Aquila. Per il Partito democratico di Avezzano, «il...

AVEZZANO. Il mondo politico marsicano continua a manifestare dissenso per la chiusura dell’unità operativa di Neurochirurgia e il trasferimento all’Aquila. Per il Partito democratico di Avezzano, «il reparto serve una popolazione di circa 140mila abitanti distribuiti in una vasta area, e la sua presenza permette di avere una chance di sopravvivenza soprattutto nei casi di ictus, dove ogni secondo guadagnato per arrivare in ospedale fa la differenza. Quanti sono i neurochirurghi ad Avezzano»?, si domandano dal partito. «Solo due. Era evidente a tutti che l’organico era insufficiente e di conseguenza erano state avviate le procedure per potenziare questa struttura con altri due medici. L’iter è stato avviato e come al solito in Italia le carte non finiscono mai. Il reparto dell’Aquila invece conta otto neurochirurghi per coprire una popolazione cittadina di circa 70 mila abitanti». Sulla questione del personale, però, il Pd evidenzia delle discrepanze e dei trattamenti discriminatori tra territori. «Mentre si aspettavano le due reclute ad Avezzano», spiegano, «all’Aquila l’ottavo medico è stato assunto appena una settimana fa. Ora per essere conformi alla legge emessa dal Ministro della Sanità, si predispone la chiusura del reparto di Avezzano e si trasferiscono i medici superstiti nel capoluogo. L’Aquila, 70 mila abitanti contro Marsica con 140 mila abitanti, vince 10 medici a 0 medici». Poi le accuse al manager Rinaldo Tordera: «Prende decisioni solo sulla base di mera burocrazia e e visto che non c’è copertura h24 in entrambe le sedi allora chiude una delle due». Il Pd promuoverà un’interpellanza in Regione e al governo, «e se le cose non cambieranno allora la Marsica non avrà alcun interesse a rimanere in una Regione così gestita». (p.g.)

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