E la polizia sensibilizza gli studenti

Convegno con autorità ed esperti: «Lo Stato è presente e al servizio delle vittime»
L’AQUILA. Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, la polizia aquilana è scesa in campo per parlare direttamente agli studenti. Lo ha fatto insieme agli esperti e alle autorità del territorio.
Al convegno della questura, andato in scena ieri mattina nella sala ipogea dell’Emiciclo, hanno preso parte, infatti, gli studenti del Liceo scientifico “Bafile”, del Liceo classico “Cotugno” e degli Istituti d’istruzione superiore “d’Aosta” e“Colecchi-da Vinci”, ma anche gli universitari della facoltà di Psicologia dell’Ateneo aquilano, nonché le associazioni di volontariato del territorio, le autorità locali e i diversi rappresentanti delle forze dell’ordine. In totale erano quasi in 230 i partecipanti all’iniziativa.
Ad aprire i lavori, salutando gli studenti e introducendo gli esperti in prima linea, sono stati innanzitutto il rettore dell’Università degli studi dell’Aquila Edoardo Alesse insieme al prefetto Cinzia Torraco e al questore Enrico De Simone.
Poi gli interventi dei relatori: Roberta D’Avolio, sostituto procuratore dell’Aquila e responsabile delle fasce deboli, Simona Giannangeli del centro antiviolenza aquilano, il primo dirigente della polizia di Stato Rosalba Angeloni, i vicequestori aggiunti Danilo Di Laura e Federico Bevilacqua, il commissario capo tecnico psicologo della polizia di Stato Andrea Pelliccione e il soprintendente capo della polizia di Stato Cristiano Carpente.
«La polizia di Stato dell’Aquila ritiene che il progetto così strutturato – quindi l’incontro diretto con gli istituti scolastici e universitari, unito al convegno – potrà essere un valido supporto a quanti da anni svolgono le loro attività preventive, repressive e rieducative legate al fenomeno della violenza di genere e le sue derivazioni», scrive la questura in una nota a margine del convegno, poi aggiungendo: «Ma, soprattutto, il progetto così strutturato si prefigge quale fine ultimo, e non meno importante, di far arrivare alle vittime e a tutti coloro che sono al momento in situazioni di pericolo e di forte disagio, il messaggio che lo Stato è presente e a loro servizio».

