E lo Stato non paga per la vittima

14 Dicembre 2022

Precetto verso il ministero dopo la condanna per la morte del 15enne Luigi Cellini

L’AQUILA. Erano amici e compagni di camera. E mentre Luigi Cardarelli, rimasto ferito nel crollo del Convitto nazionale durante il sisma dell’Aquila, faceva partire la sua causa civile per ottenere il risarcimento danni, la madre e la sorella di Luigi Cellini, che in quella tragedia perse la vita a 15 anni, sono costretti a intimare allo Stato di pagare quanto spetta già loro di diritto.
I loro avvocati, Antonio Milo e Stefano Rossi, infatti, nei giorni scorsi hanno notificato un atto di precetto al ministero dell’Istruzione, che non avrebbe ancora liquidato integralmente le somme che la condanna gli impone di versare alla famiglia del ragazzo. L’atto esecutivo degli avvocati di Cellini, quindi, intima al ministero di versare le somme mancanti, così come hanno invece fatto gli altri enti pubblici e le assicurazioni interessate.
La causa civile per i risarcimenti danni, nata dopo il pronunciamento della Cassazione sulle responsabilità penali del crollo del Convitto, si è infatti conclusa da tempo con la sentenza della giudice del Tribunale civile dell’Aquila Monica Croci. Si tratta dello stesso magistrato finito nella bufera mediatica per la sentenza choc dell’ottobre scorso che ha assegnato il concorso di colpe a tre vittime del crollo della palazzina di via Campo di Fossa.