E nel 1993 l’Angelus a Campo Imperatore: «Il silenzio della montagna ci parla di Dio»
L’Angelus che Papa Francesco reciterà domenica 28 agosto 2022 alle 12 dalla basilica di Collemaggio non sarà un unicum assoluto per L’Aquila e “dintorni”.Il 20 giugno del 1993 Giovanni Paolo II fece...
L’Angelus che Papa Francesco reciterà domenica 28 agosto 2022 alle 12 dalla basilica di Collemaggio non sarà un unicum assoluto per L’Aquila e “dintorni”.
Il 20 giugno del 1993 Giovanni Paolo II fece una visita pastorale a Macerata nelle Marche, Foligno in Umbria e, ultima tappa, sul Gran Sasso per inaugurare a Campo Imperatore la chiesetta degli alpini.
A mezzogiorno recitò, dal piazzale antistante la chiesetta, l’Angelus e disse fra l’altro: «È un incontro particolare questo di oggi, nel quale ci è data l’opportunità di recitare l’Angelus nella suggestiva cornice del Gran Sasso, accanto a questa Cappella che ho appena benedetta, semplice e graziosa, incastonata com’è nel maestoso paesaggio a me ben noto e caro. Qui il silenzio della montagna e il candore delle nevi ci parlano di Dio, e ci additano la via della contemplazione, non solo come strada maestra per fare esperienza del Mistero, ma anche quale condizione per umanizzare la nostra vita e i reciproci rapporti. Si sente oggi un gran bisogno di allentare i ritmi talvolta ossessivi delle nostre giornate». (g.p.)
Il 20 giugno del 1993 Giovanni Paolo II fece una visita pastorale a Macerata nelle Marche, Foligno in Umbria e, ultima tappa, sul Gran Sasso per inaugurare a Campo Imperatore la chiesetta degli alpini.
A mezzogiorno recitò, dal piazzale antistante la chiesetta, l’Angelus e disse fra l’altro: «È un incontro particolare questo di oggi, nel quale ci è data l’opportunità di recitare l’Angelus nella suggestiva cornice del Gran Sasso, accanto a questa Cappella che ho appena benedetta, semplice e graziosa, incastonata com’è nel maestoso paesaggio a me ben noto e caro. Qui il silenzio della montagna e il candore delle nevi ci parlano di Dio, e ci additano la via della contemplazione, non solo come strada maestra per fare esperienza del Mistero, ma anche quale condizione per umanizzare la nostra vita e i reciproci rapporti. Si sente oggi un gran bisogno di allentare i ritmi talvolta ossessivi delle nostre giornate». (g.p.)

