E nel Fucino altri antichi reperti

Dai saggi per l’elettrodotto tornano alla luce tracce di lavorazioni agricole
AVEZZANO. Una miniera inesauribile di siti e reperti archeologici: ecco cos’è la Marsica, L’ultimo sito, per la gioia degli appassionati di archeologia, è quello venuto alla luce in un’area del Fucino, compresa tra Avezzano e Celano, che anticamente faceva parte del territorio di Alba Fucens. Durante i saggi preventivi effettuati per la realizzazione dell’elettrodotto, che si sono conclusi ieri, sono emerse tracce di lavorazioni agricole di epoca romana. Gli scavi che sicuramente la Soprintendenza avvierà potranno riservarci delle piacevoli sorprese. Come è accaduto alcuni anni fa sempre a Celano. Allora dai saggi preventivi eseguiti per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico emersero tracce di tombe. La Soprintendenza avviò gli scavi e fu scoperta la più grossa necropoli romana della Marsica: vi affiorarono infatti oltre 300 tombe. In questo caso potrebbero venire alla luce insediamenti sepolti per millenni. «Dalle tracce di coltivazioni agricole rinvenute», spiega la dottoressa Emanuela Ceccaroni, funzionaria della Soprintendenza, «si potrebbe ipotizzare la presenza di persone dedite all’agricoltura. Gli scavi ci consentirebbero di conoscere quali coltivazioni venivano praticate e di conseguenza si potrebbe risalire all’epoca dell’insediamento».
Intanto la Ceccaroni ha annunciato che questo nuovo sito farà parte dell’itinerario di “Archeologia a chilometro zero”, che potrebbe avere inizio alla fine del mese. L’iniziativa promossa nel 2016 dalla Soprintendenza per avvicinare all’affascinante mondo dell’archeologia più persone possibili, ha avuto subito un gran successo, tanto da essere riproposta negli anni successivi. I partecipanti, oltre a visitare gratuitamente i siti, possono anche usufruire di guide molto esperte, tra cui gli stessi archeologi che hanno eseguito gli scavi. (n.m.)
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