E oggi vertice tra sindaci marsicani Liris: «All’Aquila tutti i casi Covid»

AVEZZANO. Emergenza sanitaria al vaglio dei sindaci della Marsica: vista l’escalation dei contagi e il quadro sempre più preoccupante all’ospedale di Avezzano, il sindaco Gianni Di Pangrazio, convoca...
AVEZZANO. Emergenza sanitaria al vaglio dei sindaci della Marsica: vista l’escalation dei contagi e il quadro sempre più preoccupante all’ospedale di Avezzano, il sindaco Gianni Di Pangrazio, convoca l’adunanza dei primi cittadini del vasto comprensorio marsicano. La riunione straordinaria è in agenda oggi, alle 16.30, al castello Orsini, dove sono stati invitati sia il manager che il direttore sanitario della Asl, Roberto Testa e Sabrina Cicogna, insieme ai consiglieri regionali Mario Quaglieri e Simone Angelosante (presidente e segretario commissione sanità) e Giorgio Fedele. «L’emergenza Covid, sempre più preoccupante», afferma Di Pangrazio, «impone un confronto ad ampio raggio con i colleghi marsicani e i rappresentanti regionali per fare il punto sull’evoluzione e per concordare una strategia unitaria per chiedere azioni concrete e immediate ad autorità sanitarie e istituzionali tese ad arginare la pandemia. Siamo al livello di guardia». In vista anche un consiglio comunale straordinario.
OSPEDALE NO COVID. L’emergenza Covid ha mandato il tilt l’ospedale di Avezzano, in affanno per l’incessante afflusso dei contagiati da tutto il comprensorio. L’ospedale che doveva restare no Covid, alla fine s’è trovato in prima linea, ma senza le armi per combattere il nemico invisibile che sta seminando una lunga scia di morte in particolare tra gli anziani e le categorie più vulnerabili. Qualcosa va rivisto. «La situazione, nonostante gli sforzi e l’impegno di operatori e amministratori, è preoccupante», afferma l’assessore regionale a Bilancio e aree interne, Guido Liris, «l’ospedale di Avezzano con tanti operatori contagiati va liberato dai pazienti Covid 19. L’operazione consentirebbe di assicurare le altre attività in sicurezza. Da epidemiologo penso utile un ritorno al piano iniziale: un ospedale Covid in ogni provincia. All’Aquila col G 8 e il Delta 7 sono disponibili 170 posti per terapia intensiva e sub-intensiva. Vanno concentrati qui i pazienti colpiti da Covid utilizzando i presidi no Covid per le altre attività ordinarie. In questa guerra il personale va reperito in tutta l’azienda fino al ritorno alla normalità. L’operazione è fattibile con la contrazione delle attività ordinarie e l’accorpamento di alcuni reparti: l’attività ordinaria, anche operatoria, è dimezzata in tutta la provincia. Va potenziata anche la rete di assistenza per evitare che le categorie più fragili arrivino in ospedale, lì dove il rischio è alto».
PRIMI CONSENSI. L’accentramento all’Aquila dei posti letto Covid trova concorde il sindaco Di Pangrazio, ma senza lo spostamento di personale. «Vista la situazione dell’ospedale, dove ormai è emergenza totale, col rischio di un peggioramento che non ci possiamo permettere poiché sono in gioco vite umane», dichiara, «la Asl metta in atto tutte le azioni per liberare il Santi Filippo e Nicola e far confluire i pazienti Covid all’Aquila, senza sottrarre personale alle strutture marsicane già in sofferenza».
PROTESTE DA LUCO. Il sindaco di Luco dei Marsi punta il dito contro i vertici Asl. «Oggi», tuona Marivera De Rosa, «i cittadini pagano ritardi e l’inspiegabile reiterazione di pratiche inefficaci e scellerate, laddove l’emergenza è tale da mesi e si è avuto tutto il tempo di pianificare e l'obbligo di farsi trovare pronti. Pratiche in cui rientrano la sospensione di attività per convogliare le poche risorse umane qui e là: scelte che non permettono una gestione efficace dell’emergenza e danneggiano l’ordinario, esso pure essenziale: al riguardo è agghiacciante che i malati non Covid, come segnalatomi da più parti, siano praticamente in sospensione, come se le altre patologie si arrestassero perché vi è l’emergenza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

