«E ora licenziateli tutti e assumete i giovani»

27 Ottobre 2016

Le reazioni in città. Nessun garantismo e tanta rabbia: se la legge esiste, a casa tutti senza pietà

SULMONA. Al bar, in ufficio, per telefono, in strada e nella case. Ovunque in città non si parla d’altro che dell’inchiesta della Guardia di finanza che ha stanato 46 furbetti del cartellino al Comune di Sulmona. Sui cellulari e sui monitor dei pc scorrono senza sosta le immagini del video diramato dalle Fiamme gialle in cui gli statali assenteisti sono intenti a fare shopping, la spesa o colazione al bar in orario di ufficio. E in città è già scattata la corsa all’indovina chi timbra il cartellino per due o tre volte di seguito. Molti sono stati già scoperti in una realtà abbastanza piccola in cui ci si conosce più o meno tutti. E il sentore comune, parlando con le persone, stando in strada fra la gente, è quello della scoperta dell’acqua calda. Nel senso che la gran parte delle persone racconta di un mal costume diffuso, che da anni si ripeteva sotto gli occhi di tutti. Nello stesso tempo, però, il garantismo sembra non albergare da queste parti e la richiesta unanime è quella della linea dura. Come Stefano Ranucci che da libero professionista invoca un repulisti generale. «Io spero in un licenziamento in tronco», dice, «per fare spazio a chi vuole lavorare». Il tema su cui quasi tutti si arrovellano, infatti, è proprio quello del privilegio di un posto fisso in una zona in forte crisi occupazionale da anni. «Se la legge esiste, a casa tutti senza pietà», rincara Vincenzo Amabile, «spazio ai giovani». C’è anche chi invoca una nuova selezione pubblica. «Che si faccia un nuovo concorso così si sostituiscono i furbetti», suggerisce Gabriella Esposito, dipendente Asl. La gran parte dei cittadini, però, chiede a gran voce i nomi dei professionisti del cartellino truccato. Come fa Max Barretta dal suo parrucchiere in corso Ovidio. «Vogliamo tutti i nomi», invoca, «così da poterli riconoscere con certezza certi soggetti». E mentre il video fa il giro dei cellulari e si scommette su chi sia l'impiegato di turno, c'è anche chi sottolinea la scarsa furbizia dei protagonisti. «Vergognoso», commenta Antonio Ludovico, libero professionista, «e poi devono essere proprio dei geni, come se non si sapesse che oggi le telecamere le mettono ovunque». Nel frattempo, i protagonisti del “cortometraggio” sul caso Sulmona stanno facendo il giro del web e dei media nazionali.

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