E ora lo stalker finisce dietro le sbarre

10 Gennaio 2016

Ha terrorizzato un paese intero con lettere false, tradito dall’ultima minaccia alla donna che perseguita da 15 anni

CAPISTRELLO. Nemmeno la detenzione agli arresti domiciliari lo ha fatto desistere dal perseguitare i suoi compaesani. «Hai visto cosa ha combinato la “stronzetta” di tua cognata? Continua a ricevere lettere anonime e dice che sono io con tanto di denunce. Sto procedendo per vie legali, ma l’ha capito dove è andata a sbatte?».

È questo solo uno dei messaggi che Fabrizio Lusi, 53enne geometra disoccupato di Capistrello ha inviato tramite la messaggeria privata di Facebook, ancora una volta, a un parente di una donna di Capistrello che perseguita da oltre 15 anni. Ieri mattina i carabinieri della stazione di Capistrello lo hanno raggiunto nella sua abitazione e gli hanno notificato la revoca dei domiciliari. Per il 53enne, che da oltre un anno è nel “mirino” degli uomini del maresciallo Vincenzo Mella, si sono aperte le porte del carcere. Con un’attenta informativa i militari hanno richiesto l’aggravamento della pena e il gip del tribunale di Avezzano, Francesca Proietti lo ha accordato. Il giudice ha ritenuto che Lusi è socialmente pericoloso, in quanto, raggiungendo un parente della donna che lo ha denunciato tante volte per stalking e minacciandola indirettamente, ha tentato di intimorirla. In un altro messaggio sempre su Messenger ha scritto: «Hai visto come mi hanno fatto un primo piano sul giornale insieme al dirigente Ciciotti (sul Centro), sul prossimo articolo ci sarà anche il primo piano della “stronzetta”». E come se non bastasse, Lusi, agli arresti domiciliari, ha anche contattato su Facebook una giovane del suo paese, invitandola a riferire al collaboratore del Centro che aveva scritto l’articolo sull’inchiesta che lo ha visto coinvolto “Che questa volta se la vede con Verdecchia”. L’uomo come legale ha nominato l’avvocato Roberto Verdecchia. Nelle carte ufficiali, si legge della «peculiare insistenza con cui Lusi – in assenza assoluta di elementi a favore – continua a negare, senza riscontro». Al geometra viene contesta anche «l’aggravante dell’aggressività e della volgarità, manifestata persino nell’interrogatorio del 16 dicembre». A sbrigare un’ingarbugliata matassa che tormenta Capistrello dal 1999 è stato il maresciallo dei carabinieri Corrado Di Gregorio che ha raccolto decine di denunce, che provenivano da tutte persone che abitavano nella stessa zona o che gravitavano intorno a una donna del paese, di cui Lusi forse si era innamorato e dalla quale non era corrisposto. A loro erano state recapitate lettere, che poi sono risultate false, in cui venivano convocati in commissariato o in vari enti, per vicende legate anche a fittizi episodi criminali. Di Gregorio ha capito che dietro poteva esserci sempre la stessa mano. E così un giorno il geometra si è trovato a compilare per un vicino una bolletta che poi è servita a incastrarlo. Con una perizia predisposta dal tribunale, l’intuito investigativo del maresciallo è stato confermato. A primavera dello scorso anno è scattata una prima denuncia per atti persecutori, molestie, ingiuria, falso materiale e contraffazione di sigilli. Ad agosto è arrivato il divieto di avvicinamento alla donna che dal 1999 perseguitava e a metà dicembre è scattato l’arresto, ai domiciliari. Nemmeno questo pare lo abbia fermato. Ed è così, che da ieri è in carcere.

Magda Tirabassi

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