E Ostetricia è in attesa del parto indolore

Manca l’anestesista e si va all’Aquila. Il ginecologo Ruggeri: «Falso problema, Marsica penalizzata»
AVEZZANO. L’ora X, l’attivazione del parto indolore all’ospedale di Avezzano, fissata per il primo maggio, è passata da un pezzo, ma di quel servizio ancora non si vede traccia, mentre per dare alla luce le nuove vite, senza soffrire più di tanto, molte mamme si spostano all’Aquila. La “nascita” del parto indolore ad Avezzano sarebbe legata alla mancanza di anestesisti. Un falso problema per il primario di Ostetricia e ginecologia, Giuseppe Ruggeri, che reputa «superflua la presenza fissa dell’anestesista nel reparto, mentre, al contrario, necessaria l’attivazione a ciclo continuo del parto indolore all’ospedale di Avezzano, sia per rispetto delle donne che di un territorio vasto come la Marsica. Per il funzionamento del servizio, l’anestesista deve svolgere alcune funzioni, ma non deve necessariamente essere presente sempre».
La questione, però, secondo qualche addetto ai lavori, sarebbe legata a un disegno mirato a supportare il San Salvatore dell’Aquila, dove il numero di parti indolore degli ultimi anni viaggerebbe sotto la soglia minima (1000) per mantenere il servizio di terapia intensiva neonatale.
«In Svizzera, dove lavora mio figlio», svela Ruggeri, «i colleghi medici sono rimasti increduli nel sapere che all’ospedale di Avezzano non è attivo il parto indolore perché manca l’anestesista». (m.s.)
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