E San Benedetto piange Giusina

12 Settembre 2018

Negozi chiusi, bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio nelle scuole

SAN BENEDETTO DEI MARSI. L’intero paese si ferma per l’ultimo saluto a Giuseppina Cupo, che tutti chiamavano affettuosamente Giusina. Il Tricolore a mezz’asta del municipio listato a lutto, esercizi commerciali chiusi, scuole che osservano un minuto di silenzio, la popolazione che si riversa silenziosa nell’ampio piazzale antistante la chiesa di Santa Maria dell’Assunta in attesa dell’arrivo, alle 15.15, del feretro dall’ospedale di Pescina, dove Giusina è deceduta, salutato da uno scrosciante applauso. La chiesa non ha potuto contenere tutti. Tanti hanno dovuto seguire la funzione dal piazzale. La partecipazione di così tanta gente ai funerali dà la misura di quanto questa splendida ragazza fosse ben voluta e stimata in paese. La sua scomparsa, nel fiore della giovinezza, lascia in tutti un vuoto incolmabile. Sognava di diventare assistente sociale, Giusina.
E la madre, Eugenia, separatasi dal marito, non avendo un lavoro fisso, faceva enormi sacrifici per mantenere la figlia negli studi. L’idea che la figlia un giorno potesse realizzarsi professionalmente, e anche come donna, vedendo quanto si amassero Giusina e Manuel, conosciutisi da ragazzini, le dava una grande forza. Improvvisamente, però, qualche anno fa Giusina si è ammalata di cancro. E addio sogni, addio speranze. La madre, con la pena nel cuore, si è rimboccata le maniche e ha lottato come una leonessa per strappare la figlia alla morte. Non le ha fatto mancare le cure necessarie, ma alla fine non c’è stato niente da fare. Il dolore che si prova nel perdere una figlia a quell’età lo si può solo immaginare. Solo se si ha fede in Dio si può andare avanti. E il capitolo 24 del Vangelo secondo Luca sulla Resurrezione di Gesù, scelto per la funzione solenne dal parroco, Francesco Iulianella, sicuramente sarà stato di conforto per questa donna sfortunata che tante speranze aveva risposto nella figlia. Accanto a lei sedevano l’ex marito Pierino, l’altro figlio Guerino e Manuel. Ha colpito la grande dignità di questa donna. Solo alla fine, quando il coro parrocchiale, diretto da Lidia Cerasani, ha intonato l’Ave Maria di Charles Gounod, la madre di Giusina non ce l’ha fatta a trattenersi. Ha abbassato il capo, mentre le lacrime le solcavano il viso. L’Ave Maria di Gounod più che nelle funzioni liturgiche viene cantata nei matrimoni. Nell’ascoltare quel canto dolce e armonioso, la madre di Giusina, forse, per un attimo, ha pensato quanto sarebbe stata felice se avesse potuto ascoltarlo il giorno del matrimonio della figlia. Ma un destino crudele ha impedito a Giusina di coronare il suo sogno d’amore con Manuel. Alla fine della funzione il sindaco Quirino D’Orazio, oltre a esprimere cordoglio e vicinanza ai familiari di Giusina, ha sollecitato una mobilitazione per debellare la piaga dei decessi per cancro in forte crescita, della quale «Giusina è l’ultimo agnello sacrificale».
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