E si restaura Sant’Angelo d’Ocre

Verso l’appalto. L’antico convento rinascerà più sicuro, si ipotizza un ostello
OCRE. Finalmente una buona notizia per il convento di Sant’Angelo d’Ocre, luogo di Santi e Beati, chiuso dai francescani (per mancanza di religiosi) già prima del sisma del 2009 e poi danneggiato dal terremoto del 6 aprile. All’inizio dell’autunno il Provveditorato alle opere pubbliche pubblicherà la gara di appalto per affidare i lavori del primo lotto (quasi 5 milioni disponibili dal 2016) per la ristrutturazione completa del convento, il restauro degli affreschi e la messa in sicurezza dello sperone su cui poggia parte del monastero con speciali reti. La notizia è stata data nel corso di un evento culturale nel monastero cistercense di Santo Spirito, dal sindaco di Ocre (il Comune è proprietario della struttura), Gianmatteo Riocci. La giunta di Ocre il 22 marzo aveva approvato il progetto definitivo-esecutivo che ora è alla verifica, atto preliminare alla pubblicazione della gara di appalto. Prima dei lavori del secondo lotto (che riguarderanno soprattutto l’impiantistica e per il quale andranno richiesti altri fondi) non è escluso che il Comune pubblichi un avviso di manifestazione di interesse per chi fosse intenzionato a gestire il convento. Fra le ipotesi un ostello per la gioventù o un luogo che possa unire spiritualità e ricettività. Ma per ora non è possibile prevedere quale sarà il destino futuro di Sant’Angelo. Il responsabile del procedimento per conto della stazione appaltante – il Provveditorato alle opere pubbliche – è Francesco Di Paolo, ex sindaco di Barisciano. Il convento di Sant’Angelo è costruito su uno sperone di roccia del monte Circolo. Realizzato nel 1409 come monastero di monache benedettine accanto alla preesistente chiesa di Sant’Angelo del Peschio, nel 1480 papa Sisto IV lo affida a una comunità dell’ordine dei frati minori, di cui faceva parte il beato Bernardino da Fossa, ai quali nel 1593 subentrarono i frati minori riformati. Nel convento trascorse gli ultimi anni della sua vita il beato Timoteo da Monticchio. A seguito di un lungo periodo di decadenza, durante il quale venne trasformato anche in lazzaretto, il convento fu soppresso nel 1860 per essere successivamente riaperto agli inizi del XX secolo ed è stato tenuto dai frati francescani fino al 2009.

