E sul Gran Sasso scatta l’esercitazione

14 Febbraio 2021

Carabinieri ed esperti del Cai in addestramento con il dispositivo di sicurezza in caso di valanghe

L’AQUILA. È andata in scena ieri, sul Gran Sasso, un’esercitazione per la ricerca dei dispersi in montagna frutto dell’intesa tra il comando generale dell’Arma dei carabinieri e il Club alpino italiano. Un’attività di addestramento più che mai attuale alla luce delle ricerche in corso sul Monte Velino per il ritrovamento dei quattro escursionisti avezzanesi dispersi dal 24 gennaio. Lo scopo è promuovere sinergie interistituzionali per ottimizzare gli interventi di soccorso in ambiente montano, diffondere la cultura della sicurezza e sostenere un approccio consapevole alla montagna, con particolare riferimento ai rischi derivanti dalle zone innevate o da eventi valanghivi.
Il protocollo è stato siglato dal comandante dei carabinieri provinciali Nazareno Santantonio e il presidente del Cai L’Aquila Vincenzo Brancadoro. Si è trattato di un’esercitazione congiunta tra personale specializzato, come sciatori e soccorritori dei carabinieri provinciali, e la sezione Cai dell’Aquila volta «ad acquisire maggiori competenze tecnico-operative attraverso l’utilizzo del dispositivo Artva, Apparecchiatura per ricerca di persone in caso di valanga o slavina». L’addestramento è stato preceduto da una fase teorica sulle specifiche attività di ricerca con il dispositivo a cura di Rubino De Paolis, direttore della scuola “Nestore Nanni”, e Valeria De Paolis che ha curato tutti gli aspetti sanitari di emergenza relativi al soccorso delle vittime di valanghe. Il Servizio valanghe italiano del Club alpino nazionale ha affidato alla sezione aquilana un campo fisso di addestramento all’uso dell’Artva, reso operativo per le esigenze dell’intero Centro sud, dove gli addetti ai lavori potranno migliorare la conoscenza di un’apparecchiatura così importante per la sicurezza in ambiente innevato ed elevare gli standard di sicurezza. In Italia un’area addestrativa analoga è presente solo a San Pellegrino, sulle Dolomiti. «L’importante esercitazione, strutturata in due fasi, teorica e pratica, consentirà ai militari dell’Arma, impiegati in tutti i comprensori sciistici della provincia con circa 25 uomini, d’intervenire nell’immediatezza, qualora la circostanza lo consenta, con l’utilizzo di idonea strumentazione tecnica in loro dotazione nel “Kit di soccorso per valanga”. Ciò consentirà di elevare gli standard di sicurezza sulle piste da sci e di accelerare le operazioni di soccorso e ricerca a tutela di tutti gli sciatori in caso di grave evento».
Si tratta di una prima esercitazione alla quale ne faranno seguito altre sulle montagne dell'intera provincia. Come accertato, nessuno dei quattro escursionisti dispersi sul Velino indossava il dispositivo Artva il giorno dell'escursione a Valle Majelama. Una sfortunata coincidenza che ha impedito ai soccorritori di poterli localizzare con facilità all'interno di una zona impervia, lunga circa dieci chilometri, ricoperta da uno strato di neve e ghiaccio che in alcuni punti arriva a dodici metri di profondità e in cui si sono staccate più slavine. (f.d.m.)
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