E un grado in meno nelle aule dell’ateneo Via ai razionamenti

L’AQUILA. Un grado in meno della temperatura nelle sedi dell’Università dell’Aquila, per risparmiare sui riscaldamenti. È, questa, una delle misure principali al vaglio – ma ormai date per scontate...
L’AQUILA. Un grado in meno della temperatura nelle sedi dell’Università dell’Aquila, per risparmiare sui riscaldamenti. È, questa, una delle misure principali al vaglio – ma ormai date per scontate nell’ateneo – che saranno indicate nel dettaglio nel piano di razionamento dei consumi energetici che sarà completato, approvato e reso operativo nei prossimi giorni.
Il piano, che prevederà anche controlli sull’effettivo rispetto delle misure, sarà organico e interesserà non solo il personale tecnico ma anche gli studenti e tutta la popolazione dell’Università. Così l’ateneo anticiperà il Comune dell’Aquila, che pure ha annunciato di valutare razionamenti energetici, ma a partire dal 2023. E che intanto ha vietato alle scuole di accendere i riscaldamenti prima del 15 ottobre prossimo.
A redigere il piano per l’ateneo aquilano è un ricercatore della facoltà di Ingegneria, Davide Di Battista, che è stato nominato “Energy manager” dell’ateneo. Si tratta della figura «responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia e per la promozione delle fonti energetiche rinnovabili o ad esse assimilate», come si legge sul sito web dell’Università, che continua: «L’Energy manager individua le azioni, gli interventi, le procedure e tutto ciò che è necessario per promuovere l’uso razionale dell'energia. Assicura la predisposizione di bilanci energetici in funzione anche dei parametri economici e degli usi energetici finali. Analizza, elabora e organizza i dati energetici predisposti dagli uffici competenti e predispone le comunicazioni di legge».
Di Battista è stato nominato Energy manager con un decreto firmato dal rettore dell’ateneo aquilano il 18 marzo scorso. Il suo mandato, iniziato ufficialmente il primo aprile, ha durata di un anno ma con possibilità di rinnovo. Da notare, che, come riporta lo stesso decreto, «per l’incarico non saranno corrisposti emolumenti a carico del bilancio dell’Ateneo, fatti salvi i rimborsi spese per le missioni connesse alle attività svolte».(l.t.)

