Ecco 82 milioni con il 20° elenco

21 Marzo 2017

Molti cantieri privati riguardano il centro storico, ma ci sono anche le frazioni

L’AQUILA. Oltre 82 milioni di euro. A tanto ammonta l’importo complessivo delle risorse destinate al ventesimo elenco dei contributi per la ricostruzione privata, pubblicato ieri sul sito del Comune.

Un importo che va oltre le più rosee aspettative: ci si aspettava un massimo di 60 milioni di euro. Duplice l’articolazione dell’elenco: da una lato le pratiche completamente definite e dall’altro quelle ancora mancanti del titolo abilitativo edilizio oppure della documentazione complementare. I due elenchi, definiti “dei buoni e dei cattivi” dall’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano. E già a un primo sguardo è chiaro che siamo alle solite: i progettisti tardano a consegnare le integrazioni richieste dagli uffici e questo fa tardare anche il rilascio del contributo e l’apertura effettiva dei cantieri.

L’elenco appena pubblicato comprende anche diversi progetti delle frazioni, per le quali si nota un cambio di passo. Ma non è ancora abbastanza. Della torta da 82 milioni, 33 riguardano l’allegato A, ossia quello in cui rientrano i progetti con titolo edilizio. Si tratta di quelli che hanno completato l’iter e che, dunque, possono aspettarsi il trasferimento del 46% dell’importo sui conti correnti dedicati alla ricostruzione. La maggior parte di questi progetti riguarda il centro storico cittadino. Quanto alle frazioni, in questo elenco rientrano: un progetto ad Arischia, uno a Paganica, uno a Ripa di Bagno, 2 a Bazzano, uno a Onna, uno a San Gregorio e uno a Camarda.

Ammonta a 49 milioni di euro, invece, l’importo dell’allegato B, progetti già presentati e che l’Usra ha valutato, ma che devono essere integrati con chiarimenti richiesti dal settore Edilizia del Comune. Non appena tali chiarimenti verranno comunicati, il dirigente provvederà a trasferire gli importi. Tra questi progetti, ci sono il cosiddetto “Palazzo del benzinaio”, tra la Villa e via XX Settembre – fatto abbattere in fretta e furia all’indomani del terremoto del 30 ottobre scorso, che evidenziò fragilità nei puntellamenti – e Villa Fausta, in via Sant’Agostino (anch’esso demolito).

«I progettisti ci hanno garantito che i chiarimenti richiesti sono pronti», spiega Di Stefano, «e dunque i cantieri potrebbero aprire entro aprile».

Per quanto riguarda l’allegato B, 12 progetti su 32 ricadono nel perimetro del centro storico, gli altri riguardano le frazioni: 6 i progetti a Paganica, 2 a Civita di Bagno, 4 a Camarda, 2 a Bazzano, uno a San Gregorio e 2 a Bagno Grande.

Con questo elenco, ammontano a 4,8 miliardi di euro gli importi erogati per la ricostruzione privata (secondo i dati Usra di febbraio), a fronte di 5,3 miliardi di euro richiesti per le pratiche istruite. Ad aprile il 21° elenco.(m.g.)

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