Ecco cosa ha deciso il Consiglio di Stato La maggioranza resta con 9 componenti
Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar Abruzzo che il 12 ottobre scorso aveva ribaltato la decisione della commissione mandamentale del tribunale, all’indomani delle elezioni...
Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar Abruzzo che il 12 ottobre scorso aveva ribaltato la decisione della commissione mandamentale del tribunale, all’indomani delle elezioni comunali di Avezzano. Il Tar ha assegnato 13 seggi al centrosinistra dell’ex sindaco Gianni Di Pangrazio (che al primo turno aveva ottenuto oltre il 50% delle preferenze) e nove alla coalizione del centrodestra, che con De Angelis era uscito vittorioso dal ballottaggio. Un palese caso di “anatra zoppa” e di ingovernabilità. Al voto dell’11 giugno scorso Di Pangrazio aveva ottenuto con le sue liste 12.563 voti, aggiudicandosi il 51,60% del consenso; Gabriele De Angelis 8.375 con il 34,20%. Al ballottaggio, però, c’era stato il ribaltone. Il 25 giugno De Angelis è diventato sindaco: con 48 sezioni scrutinate su 48, sono 10.018 i voti per Gabriele De Angelis (53,84%) mentre si è fermato a 8.588 (46,16%) Gianni Di Pangrazio. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, è cambiata la composizione del consiglio comunale e allo stato attuale l’opposizione è composta da 15 rappresentanti (compresi Francesco Eligi del Movimento 5 stelle e l’avvocato Leonardo Casciere di Noi con Salvini-Lega). Dal consiglio sono usciti Massimo Verrecchia, che è anche parlamentare, Pierluigi Di Stefano, Mariano Santomaggio, Annalisa Cipollone (o Francesco Paciotti?), Chiara Colucci e Mauro Di Benedetto. Ed entrano Roberto Verdecchia, Antonio Di Fabio, Luigia Francesconi, Gianfranco Gallese, Giovanni Luccitti e Sonia Di Stefano. Caso singolare quello di Annalisa Cipollone e Francesco Paciotti (Innovazione per Avezzano). Quest’ultimo ha preso il posto di Emilio Cipollone dimessosi per fare il vicesindaco. Non è chiaro chi lascerà la poltrona. Al commissario ad acta nominato dal Consiglio di Stato, nella persona del prefetto Linardi, il compito di fare rispettare la sentenza.

