Ecco i cento cantieri del centro storico

I numeri della Soprintendenza: autorizzati progetti per 700 milioni di contributi. Palazzi restaurati anche nel cratere
L’AQUILA. Sono 107 gli aggregati nei quali sono stati avviati e/o ultimati i cantieri di restauro su progetti esaminati e autorizzati – anche ai fini dell’accesso ai finanziamenti – dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici nel centro cittadino. Ne dà notizia lo stesso ente.
«Lavori in corso da diversi mesi s’incontrano lungo tutto l’asse centrale e le aree limitrofe: Corso Vittorio Emanuele e Corso Federico II, dal Castello ai Quattro Cantoni e San Bernardino, nelle aree di via Garibaldi, Santa Maria Paganica e San Pietro Coppito, nella zona di piazza Prefettura, del Duomo e di Santa Giusta, fino alla Villa e a Porta Napoli. Di seguito il quadro dettagliato e aggiornato del bilancio già diffuso – insieme a quello della Direzione regionale – in occasione della visita all'Aquila del ministro Franceschini del 1 marzo scorso».
Negli ultimi mesi sono tornati visibili, a restauri ultimati, edifici e i complessi monumentali in 19 aggregati: Palazzo Paone, Palazzo Cappa-Camponeschi e Palazzo Lely tra via Garibaldi e Santa Maria Paganica, Palazzo Antinori in piazza Chiarino, Palazzo Pica in piazza IX Martiri, Palazzo Micheletti e Villa Ines nelle adiacenze di via Castello, Palazzo Bonanni a Corso Vittorio Emanuele, Palazzo Marinucci in via XX Settembre, Palazzo Visconti a via Roio, Palazzo de’ Nardis e l’aggregato «Costa degli Ebrei» in via Fortebraccio. Quasi completato anche il quartiere Incis di Porta Napoli, interessante esempio di edilizia pubblica del primo Novecento sottoposto a tutela e Villa Masci a viale Duca degli Abruzzi.
L’ultimazione dei lavori a Palazzo Fibbioni e a Palazzo Lopez ha anche consentito il rientro in centro storico della sede comunale, da pochi giorni insediata nell’aggregato ai Quattro Cantoni. Fuori città sono ultimati anche il Castello Rivera a San Sisto, l’aggregato Madonna delle Grazie a Pettino, il Casino Ciolina e un edificio in via Collevernesco a Sant’Elia. A questi si aggiungono anche i primi restauri completati nel cratere, tra cui Palazzo Rosati a Ripa di Fagnano, Villa Bonanni a San Felice d’Ocre, Palazzo Rosselli a Villa Sant’Angelo, palazzo Lely a Fagnano Alto, Palazzo Mascetti a Pizzoli e Palazzo Nervegna a Capitignano. Procedono speditamente i lavori negli altri cantieri in corso nel centro storico, tra cui Consorzio Vico V in via Castello, Palazzo Cappa- Cappelli a Corso Vittorio Emanuele, Palazzo Bafile in via Garibaldi, Consorzio Tempera nei pressi di San Bernardino, Consorzio tra via Roma e via Cascina e, verso il Duomo, i consorzi di Piedipiazza, tra via Sassa e via Roio, di Piazza della Prefettura, di San Marciano; e inoltre Palazzo Zuzi in via Bone Novelle, l’ex Inail in Corso Federico II, Palazzo Gualtieri in piazza Santa Giusta. Anche Villa La Silvestrella, il Convento di Santa Chiara e il complesso dei Salesiani, ai margini delle mura cittadine, sono quasi completati.
«I 107 cantieri aperti e i 19 restauri ultimati negli aggregati di interesse culturale costituiscono un primo importante nucleo della ricostruzione cittadina», lo afferma la Soprintendente Alessandra Vittorini, ricordando che i progetti presentati hanno interessato 129 aggregati (121 nel centro storico), di cui 126 autorizzati (100 nel centro storico) pari al 98% del totale, corrispondenti a un importo di circa 700 milioni di contributi. Sono dati importanti, dai quali emerge con piena evidenza l’apporto concreto al processo di ricostruzione del centro storico – e alla capacità di spesa dei fondi pubblici programmati a fine 2012 – assicurato dal lavoro svolto dalla Soprintendenza. Con l’approvazione e l’accertamento della congruità economica, infatti, i progetti trasmessi al Comune e all’Ufficio speciale hanno tutti i requisiti per essere ammessi ai finanziamenti. E, quindi, per aprire i cantieri e avviare i lavori. I lavori dei cantieri avviati nei 107 aggregati impegnano un importo complessivo di oltre 500 milioni di contributi, mentre i rimanenti progetti approvati sono pronti per ricevere i finanziamenti, non appena disponibili».
La Soprintendenza cura l’esame, la valutazione e l’approvazione dei progetti per gli aggregati sottoposti a tutela, compreso l’accertamento della congruità del contributo. La Soprintendenza esamina e autorizza anche i progetti di restauro per tutti gli altri edifici di interesse culturale appartenenti a enti e amministrazioni pubbliche. Tra gli altri: il palazzo Inps, la sede del Provveditorato opere pubbliche, l’ex Gil, la Basilica di San Bernardino, Palazzo Camponeschi, il Teatro comunale, Palazzo Margherita.

