Ecco i divieti per sportivi e curiosi

Ordinanza dei sindaci contro gli incoscienti che rischiano di intralciare i soccorsi
MAGLIANO DE’ MARSI. Ci pensano i sindaci di Massa d’Albe, Magliano de’ Marsi, Ovindoli e Rocca di Mezzo a fermare gli escursionisti e i ciclisti privi di buon senso che in questi giorni continuano a frequentare il Monte Velino, forse non curanti del dramma umano e nemmeno delle difficili operazioni di ricerca interforze dei quattro escursionisti avezzanesi dispersi ormai da dodici giorni. Per evitare ogni interferenza con la delicata azione dei soccorritori, all’esito del tavolo tecnico di ieri pomeriggio si è deciso di «interdire ogni accesso al Monte Velino a protezione e sicurezza delle aree montane interessate dalle operazioni di recupero dei quattro dispersi».
La presenza degli sportivi in quota rischia anche di compromettere le ricognizioni aeree effettuate dagli elicotteri e l’impiego di potenti sonar come il Recco. Da oggi e fino al 18 febbraio è vietato accedere e transitare a piedi o con qualunque veicolo ai seguenti sentieri: 2 Valle Teve, 2L Rifugio Sevice, 3 Monte Velino, 3° Monte Sevice, 3B Monte Rozza, 4 Grotta di San Benedetto, E1 itinerario 2 Magliano-Forme. «Negli ultimi giorni nella zona interessata dalle ricerche sono stati avvistati degli sciatori di alpinismo», spiega il sindaco di Magliano, Pasqualino Di Cristofano, «così al fine di salvaguardare le operazioni di soccorso e i soccorritori, ed evitare ulteriori spiacevoli episodi che potrebbero verificarsi in alta quota a seguito dell’innalzamento delle temperature, con i colleghi di Massa d’Albe, Ovindoli e Rocca di Mezzo, in raccordo con la questura dell’Aquila, abbiamo emesso delle ordinanze sindacali di divieto di accesso alle zone interessate dalle ricerche continuando a profondere ogni utile sforzo al fine di favorire il rientro dei nostri cari concittadini marsicani».
Al campo base di Forme è stato rafforzato il presidio delle forze dell’ordine contro il via vai di curiosi a salvaguardia dei parenti e degli amici dei dispersi e per non intralciare il lavoro degli esperti.
Anche la zona dello schianto del battipista resta interdetta per consentire il recupero. In particolare, è vietato accedere alla strada che da Fonte Tavoloni conduce a Fonte Capo la Maina a per escursionisti e pedoni al versante sud del Monte Magnola. (f.d.m.)
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