Ecco i grandi accusatori degli indagati

26 Novembre 2018

Inchiesta su Capistrello, le frasi chiave che hanno portato agli arresti del sindaco e dei suoi collaboratori

CAPISTRELLO. I grandi accusatori, due imprenditori e il geometra comunale Dario Bucci, ascoltati dagli inquirenti a sommarie informazioni testimoniali, hanno aperto la strada all’inchiesta sugli appalti al Comune di Capistrello a carico del sindaco Francesco Ciciotti e di altre 16 persone, tra cui politici, imprenditori e tecnici.
È quanto emerge dall’ordinanza firmata dal gip del tribunale di Avezzano, Maria Proia, in cui compaiono diverse deposizioni acquisite dalla polizia giudiziaria nel corso delle indagini.
IL PRIMO CASO. Il primo caso da cui si è sviluppata tutta l’inchiesta, riguarda l’incarico all’architetto Francesca Stati, che il 7 settembre 2015 ha stipulato, con il geometra Bucci, una convenzione per l’affidamento del lavoro.
Solo 14 giorni dopo il progetto era stato trasmesso alla Soprintendenza per l’approvazione. Infatti, secondo l’accusa, il 7 dicembre dello stesso anno l’architetto aveva depositato in Comune il progetto redatto.
A evidenziare le prime presunte irregolarità, sono le sommarie informazioni rese da Bucci il 23 agosto 2017.
«Per quanto attiene i lavori del palazzo comunale», aveva spiegato agli inquirenti, «posso riferire di aver assistito a incontri tra il sindaco Ciciotti, l’imprenditore Concezio Fantozzi e la progettista Stati, sempre imposta dal sindaco o dall’allora consigliere Corrado Di Giacomo, non ricordo meglio. Successivamente Di Giacomo mi chiese di invitare la ditta di Fantozzi alla gara, ma non possedeva la classificazione necessaria e gli rappresentai che non poteva essere invitata».
Bucci, a febbraio di quest’anno, aveva confermato che i tre si erano incontrati «dopo l’insediamento della nuova consiliatura» e, comunque, durante l’estate, ossia prima della gara e della formalizzazione. Secondo il gip, appare evidente che «il sindaco e il suo fedele consigliere Corrado Di Giacomo si siano attivati per favorire il conferimento dell’incarico a persone legate alla loro cerchia di amici e conoscenti».
L’ALTRA VICENDA CHIAVE. C’è poi un’altra vicenda chiave, che coinvolge un imprenditore, titolare di una ditta del posto, riguardo ai lavori al cimitero di Capistrello.
Durante una deposizione, sempre per sommarie informazioni, il costruttore racconta delle presunte pressioni da parte dell’allora consigliere comunale Di Giacomo. «Mi ha avvicinato chiedendomi insistentemente di acquisire il rilievo topografico del cimitero e di affidare l’incarico a un geometra che lavorava al suo studio. Quest’ultimo mi ha prospettato una spesa di circa 500-700 euro, che corrispondeva al valore giusto del tipo di lavoro richiesto».
All’imprenditore, però, in più occasioni, secondo la deposizione acquisita dagli inquirenti, è stato richiesto un pagamento superiore, prima di 3000 e poi di 2000 euro, da consegnare al geometra dello studio di Di Giacomo.
«Qualche giorno dopo ho incontrato Di Giacomo negli uffici comunali e mi ha chiesto per l’ennesima volta se ero passato dal suo geometra. Io risposi che sarei passato e gli avrei pagato i 500-700 euro richiesti. Lui mi disse che avrei dovuto pagarne 2000. A quel punto, sentendomi costretto, anche al fine di non subire discriminazioni nell’assegnazione di lavori successivi, pagai la cifra richiesta».
Entro mercoledì il gip Maria Proia si pronuncerà sulle richieste di revoca delle misure cautelari.
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