Ecco i nuovi 630 marescialli della Finanza

12 Maggio 2018

Folla tra emozione e attesa nella Scuola ispettori e soprintendenti di Coppito. Presente il comandante generale, Toschi

L’AQUILA. «Scusi, mi saprebbe indicare dove sta mio figlio?».
La richiesta della madre non spiazza il giovane finanziere che, sorridendo, risponde: «Mi dice di che plotone fa parte?». «Beh, questo non lo so, forse il quinto?». Il finanziere continua a sorridere, in fondo, probabilmente ci sarà passato anche lui con i suoi genitori, e non più di uno o due anni fa, quando anche i suoi parenti venuti da fuori L’Aquila si erano persi in mezzo alla marea di divise grigioverdi degli allievi finanzieri della scuola ispettori e soprintendenti di Coppito, tutti in fila, precisi, per la cerimonia del giuramento, l’atto forse più emozionante della carriera nella Guardia di Finanza appena iniziata.
Erano attese oltre tremila persone, tra familiari e amici, per il giuramento dei 630 allievi marescialli della scuola della Guardia di Finanza di ieri mattina alla Scuola di Coppito. Una cerimonia spostata dalla consueta piazza d’armi della struttura al vicino campo di atletica, tra il verde dell’erba. «La Nazione ha riposto in voi grandi aspettative», dice ai giovani finanzieri il comandante della scuola, il generale Gianluigi Miglioli, prima di pronunciare la formula del giuramento, «e si aspetta che affrontiate i vostri compiti con onestà e rispetto della popolazione». In tribuna il vicesindaco Guido Quintino Liris con fascia tricolore, c’è il comandante generale del Corpo, generale Giorgio Toschi. E intorno ci sono i genitori, i parenti, gli amici, tutti concentrati nel cercare di riconoscere il loro ragazzo, o ragazza, tra le 630 braccia che si alzano all’unisono quando il generale Miglioli pronuncia la formula del giuramento. «Boh, mio figlio? Mica lo so se era davvero lui». (r.p.)
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