Ecco i tesori archeologici affiorati dalla terra

1 Marzo 2016

Celano, reperti emersi durante gli scavi per realizzare l’impianto fotovoltaico Piccone e Santilli: ecco come conciliare storia, cultura ed economia

CELANO. Che in località Pratovecchio, a Celano, fossero in corso dal 2011 campagne di scavo, lo si sapeva. Si sapeva anche della scoperta di una vasta necropoli di epoca romana e di insediamenti preistorici.

Ma non si aveva un quadro completo dei reperti portati alla luce in questi cinque anni. A farlo, in un affollato incontro all’Auditorium – cui ha partecipato anche il soprintendente Francesco De Gennaro – è stata Emanuela Ceccaroni, funzionaria della Soprintendenza e responsabile degli scavi. Un’esposizione dettagliata che dà la misura dell’immenso patrimonio archeologico di cui Celano oggi si trova a disporre. Tutto è cominciato con i saggi preventivi, previsti da un decreto legislativo del 2006 – che qualcuno oggi vorrebbe abolire – sull’area scelta dal Comune per la realizzazione di un impianto fotovoltaico. Essendo affiorati alcuni reperti, l’area è stata dichiarata di interesse archeologico. A quel punto il Comune avrebbe dovuto aspettava l’ok dalla Soprintendenza per iniziare i lavori. Qualunque altro sindaco, di fronte alla prospettiva di dovere rinunciare, chissà per quanto tempo, agli incassi garantiti dall’infrastruttura, avrebbe cercato altrove un’altra area. Ma il sindaco di Celano di allora, l’onorevole Filippo Piccone ha fiutato i vantaggi che la città avrebbe potuto trarre da questo imprevisto. Così ha stipulato un accordo con la Soprintendenza, in base al quale il Comune si assumeva gli oneri dei saggi preventivi (in tutto sono stati 600) e si impegnava a utilizzare parte dei proventi dell’impianto, una volta realizzato, per la tutela e la volorizzazione dei beni archeologici del territorio di Celano. Sulle scelte fatte dal sindaco la città si divise e non mancarono le contestazioni. Ma Piccone tenne duro.«Considerai l’esito dei saggi preventivi», ha raccontato nel suo intervento il parlamentare, «non una sciagura, ma un’opportunità per la mia città. Senza rinunciare all’impianto fotovoltaioco, avrei consentito a Celano di disporre di una risorsa, 200 milioni, che avrebbe potuto dare un poderoso impulso alla città». «Questa vicenda», ha sottolineato il sindaco Settimio Santilli, «di protagonisti ne ha due. Uno è il senatore Piccone, l’altra è la dottoressa Ceccaroni». Ceccaroni, su cosa fare nella vita, aveva le idee chiare fin da bambina. «Da grande», scrisse in un tema, «farò l’archeologa». Ha diretto, in modo impeccabile, per 5 anni, le campagne di scavo, nelle quali si sono alternate decine di archeologi. Impossibile dare conto dei numerosissimi reperti di epoca preistorica, protostorica e romana, rinvenuti. Sono tutti custoditi nel Musè Paludi di Celano e, una volta sistemati, li si potrà visitare. All’incontro era presente anche l’assessore alla Cultura, Eliana Morgante. Alcune scuole si sono già prenotate.

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