Ecco il chirurgo che ricostruisce il viso col computer

24 Dicembre 2015

Ospedale San Salvatore, tecnologia all'avanguardia con un sistema tridimensionale al reparto maxillo-facciale

L’AQUILA. Il software riproduce, in versione tridimensionale, il “calco” dell’orbita del lato sano e lo proietta sul lato fratturato, consentendo al chirurgo di ricostruire la parte danneggiata in modo perfetto. È una delle “magiche” applicazioni di un’avanzata tecnologia, cad/cam adottata dall’ospedale dell’Aquila, che viene utilizzata dai più prestigiosi centri europei e dalle più importanti università americane. Il software Dolphin, in uso al reparto di chirurgia maxillo-facciale del San Salvatore, permette la “progettazione” chirurgica assistita da computer (sistema Cad, acronimo di computer aided design) attraverso l’elaborazione di immagini con cui si esegue una ricostruzione in 3 D (tridimensionale) dei tessuti molli e dello scheletro facciale. Lo specialista ha la possibilità di simulare l’intervento prima di entrare realmente in sala operatoria, seguendo indicazioni estremamente precise. L’aspetto straordinario di questa innovazione tecnologica è anche la possibilità di “fabbricare”, tramite una sofisticata stampante 3D, modelli stereolitografici, in dimensione reale: in sostanza, una riproduzione fisica (perfetta) del modello anatomico di ossa e altre parti che il chirurgo opererà nella realtà quando sarà in sala operatoria. Con questa tecnica all’avanguardia il reparto maxillo-facciale, diretto dal professor Tommaso Cutilli (composto dai medici Secondo Scarsella, Desiderio Di Fabio, Antonio Oliva ed Ettore Lupi, a cui si aggiunge tutto il personale sanitario e tecnico), che nel 2015 ha già effettuato oltre 100 interventi di traumatologia, comprese complesse ricostruzioni orbitarie, pratica anche la chirurgia ortognatica (che interviene sulle molte deformità o anomalie dello scheletro facciale). Il chirurgo può calcolare i millimetri di riposizionamento, per la correzione della deformità del viso, avvalendosi della simulazione virtuale dello spostamento delle ossa facciali. Le meraviglie tecnologiche del maxillo-facciale, peraltro, oltre a questa eccezionale risorsa, comprendono un’altra apparecchiatura, la Piezosurgery, utilizzata di recente, nella chirurgia ossea mininvasiva, per la correzione di una dismorfosi facciale complessa (deformità e alterazioni ossee del viso).

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