Ecco il documento: il Comune sapeva

28 Settembre 2019

Spunta la lettera firmata dalla segretaria generale. Giallo della doppia data (maggio oppure agosto?), ma il programma c’è 

L’AQUILA. Sarebbe stato il caso, forse, di far visionare la lettera “presente” ai massimi vertici del Ris (il Reparto investigazioni scientifiche), ieri in giro in città per la Notte dei ricercatori. È una missiva dalla doppia data, indirizzata a 5 destinatari diversi (tre figure apicali del Mibac; Sinfonica; Comitato operativo). Mittente: Comune dell’Aquila. Segreteria generale. Ha tre righe nell’oggetto: “Accordo per la definizione delle modalità di assegnazione ed erogazione delle risorse finalizzate alla realizzazione del Festival internazionale degli incontri”. Serve a chiedere, più prosaicamente, l’anticipazione del 60% dei 700mila euro stanziati dal ministero Beni culturali per l’appuntamento del decennale. Richiesta evidenziata in grassetto sottolineato. Il Comune sapeva. La missiva porta la firma della segretaria generale, Alessandra Macrì, la quale sottoscrive di allegare, contestualmente alla lettera, al punto B, anche il “programma del Festival internazionale degli incontri sottoscritto dal direttore artistico”. Quindi, il programma esiste. Oppure si dovrebbe pensare che il Comune stesse chiedendo 420mila euro di soldi pubblici avendo come pezza d’appoggio un «foglio di carta con indicazioni vaghe», per dirla con Antonio Centi (Isa). Oppure un «qualcosa di vago», come ribadito fino a 24 ore fa dal sindaco Pierluigi Biondi. Non una firma qualunque, quella di Macrì, visto che, come dice la Cassazione, il segretario comunale è ufficiale rogante del Comune, e cioè il funzionario dell’ente locale competente alla stipulazione di contratti in alternativa al notaio.
DOPPIA DATA: IL GIALLO. Eppure, come ogni giallo che si rispetti, anche il documento spuntato fuori ieri ha qualche elemento che sembra uscito da una storia di Maigret o Poirot. Uno su tutti: la doppia data. In alto a sinistra, sotto allo stemma del Comune, si legge il protocollo di uscita datato 7 agosto 2019. In basso a sinistra è riportata, invece, un’altra data: 8 maggio 2019. Che una lettera della segretaria generale del Comune sia stata scritta l’8 maggio e sia rimasta in un cassetto per tre mesi è teoricamente possibile, quanto inverosimile. Trattasi forse di un più banale lapsus calami. Che sia maggio oppure agosto – l’unica cosa certa, insomma, è che, quando fu scritta la lettera, faceva caldo – si tratta pur sempre di un documento col quale il Comune, attraverso la sua “notaia” di fiducia, chiede soldi al Mibac allegando la seguente documentazione: a) verbale di approvazione del comitato operativo n.3 del 31/7/2017; b) programma del Festival internazionale degli Incontri sottoscritto dal direttore artistico; c) bilancio di previsione del Festival sottoscritto dal presidente dell’Istituzione Sinfonica. «Si chiede, pertanto», scrive Macrì, «il trasferimento delle risorse in oggetto pari a 420mila euro da accreditare sul conto di tesoreria unica del Comune....».
ALMANACCHI NUOVI. Maggio o agosto che sia, dunque, la polemica sulla presenza, non gradita, di Saviano e Zerocalcare in quel “fantomatico” programma troppo di sinistra pare emergere a scoppio ritardato. A maggio (o agosto) il Comune chiede i soldi. L’11 settembre Biondi dichiara: «Il programma mi è arrivato solo ieri mattina». Giorno più, giorno meno. Problemi di recapito? Ripensamenti? Nomi aggiunti a penna? Ribaltoni al governo? Almanacchi nuovi, lunari nuovi.
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