Ecco il Museo d’Abruzzo: storia e futuro nel Castello

Sale espositive su quattro piani, luoghi d’aggregazione, servizi di ristorazione
L’AQUILA. Non solo sale espositive. Il nuovo Museo nazionale d’Abruzzo, all’interno del castello cinquecentesco, nel cuore della città, sarà un luogo vivo di aggregazione, di socialità e di scambio culturale, con all’interno biblioteca, laboratori, caffetteria, ristorante e depositi. È quanto emerge dal progetto definitivo del nuovo allestimento museografico e degli arredi del Munda, firmato da uno dei più importanti studi di architettura a livello internazionale: Guicciardini e Magni.
L’éQUIPE
Il lavoro è stato realizzato in sinergia con la direttrice del Munda, Federica Zalabra, con il supporto dell’ufficio tecnico del Munda e con l’Usra (Ufficio speciale per la ricostruzione), diretto da Salvatore Provenzano, stazione appaltante, in virtù di una convenzione con il Segretariato regionale ai beni culturali. Responsabile unico del procedimento sarà Michela Marrone, dell’Usra.
DIECI DITTE
Proprio l’Usra, ieri mattina, si è occupato di sorteggiare le 10 ditte che saranno invitate a partecipare alla gara di oltre 6 milioni tramite la piattaforma dell’ufficio speciale.
«Sono già partite le lettere di invito» spiega Provenzano «le ditte entro i primi di dicembre dovranno consegnarci le loro offerte e poi ci occuperemo dell’aggiudicazione».
LAVORI IN PRIMAVERA
Se tutto andrà secondo il cronoprogramma, le opere per la realizzazione del museo partiranno la prossima primavera. «Abbiamo tempi molto stretti», continua Provenzano, «dobbiamo rispettare un obiettivo intermedio: il 25% dei lavori dovrà essere completato entro il 31 dicembre 2023».
MENO DI DUE ANNI
Per la progettazione esecutiva saranno a disposizione della ditta vincitrice 30 giorni di tempo dopo l’aggiudicazione, mentre per i lavori sono previsti 540 giorni (un anno e mezzo). Insomma, già nel 2025 il museo potrebbe essere una realtà. Si spera.
IL PROGETTO
Gli elaborati per il riallestimento museografico del Munda all’interno del castello dell’Aquila, a seguito dei lavori di restauro e consolidamento post sisma del 2009, prendono in considerazione una superficie netta complessiva di circa 12.000 metri quadrati, di cui circa 5mila saranno destinati alla sola funzione espositiva del Munda. Il museo si svilupperà su quattro piani. Al seminterrato ci saranno, oltre agli spazi espositivi, due depositi, uno visitabile e uno non visitabile, e una camera anossica; al primo piano oltre mille metri quadrati di spazi espositivi ci sarà la biglietteria, il bookshop, un locale guardaroba, la caffetteria, un ristorante, la biblioteca, la sala ludica, i servizi igienici, un laboratorio di restauro e un laboratorio di digitalizzazione; ancora spazi espositivi al piano primo dove sono previsti anche i locali tecnici; al piano secondo sarà possibile godere della caffetteria della terrazza, oltre che delle sale espositive che saranno presenti anche al piano secondo ammezzato.
UN MUSEO MODERNO
«Il progetto è stato finalizzato alla razionalizzazione delle funzioni, degli spazi e dei percorsi, in modo da soddisfare le richieste della committenza e ottenere un complesso adeguato agli standard qualitativi dei musei moderni» si spiega nelle tavole progettuali «le proposte che abbiamo studiato per il museo sono essenzialmente delle piccole variazioni alla sequenza del percorso di visita e delle funzioni ausiliarie, cercando di unificare il più possibile gli ambienti del museo lungo l’ala della fortezza, costituita dai bastioni est e sud e dal corpo porticato tra essi compreso, il cosiddetto “quarto reale”. La sezione archeologica è invece dislocata al primo piano del lato sud-ovest».
STUDIO DEGLI ARREDI
Al progetto si affianca uno studio degli arredi nelle diverse aree funzionali che saranno presenti all’interno del castello, quali biblioteca, laboratori, caffetteria, ristorante, depositi. Sono stati presi in considerazione vari aspetti, da quelli di carattere distributivo e funzionale, a quelli allestitivi e illuminotecnici, fondamentali per la conservazione e la valorizzazione.
APERITIVO AL MUSEO
«Il museo diventerà quindi un luogo vivo di aggregazione, di socialità e di scambio culturale, dove si potrà andare anche solo per prendere un caffè o consumare un aperitivo, per studiare e per trascorrere piacevolmente il tempo libero» concludono i progettisti «tutto il museo dovrà offrirsi come una grande area dotata di elevato comfort».
TECNOLOGIA
In un museo in cui al storia del castello cinquecentesco si somma a quella delle opere, dei luoghi e degli allestimenti, non si può tralasciare l’importanza della tecnologia. «È opportuno che i nuovi mezzi offerti dalla multimedialità entrino sempre di più a fare parte dei criteri di rinnovamento» è specificato nel progetto «offrendo linguaggi e modalità consone a quelle dei giovani e di molti adulti che si avvicinano al museo».
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