Ecco il piano per riportare i negozi in centro storico
Per chi deciderà di riaprire nel cuore della città ci saranno forti agevolazioni Il sindaco: contiamo in breve tempo di far “rientrare” almeno 400 imprese
L’AQUILA. Agevolazioni in arrivo per le attività che riapriranno in centro storico.
L’accordo, raggiunto sul tavolo di trattativa romano e che verrà ratificato nero su bianco, nella delibera Cipe di maggio, prevede una serie di incentivi per rivitalizzare il centro dell’Aquila e dei comuni del cratere.
Il regime utilizzato è quello ben noto del “de minimis”: a beneficiarne saranno non solo commercianti e artigiani, ma tutti i titolari di partita Iva, studi professionali compresi. Un intervento ad ampio spettro che, dalle stime iniziali, potrebbe riportare in centro, in una prima fase, almeno 400 tra negozi e studi professionali. Una partita da 20 milioni di euro – a tanto ammonta la cifra disponibile per l’operazione – cui stanno lavorando all’unisono il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.
«Abbiamo avuto un incontro tecnico», spiega Cialente, «per trovare un meccanismo da proporre al Governo, sul quale già abbiamo avuto un parere positivo. I titolari di attività che sceglieranno di tornare in centro, all’Aquila come negli altri comuni del cratere, potranno usufruire del “de minimis” recuperando, in conto capitale o con il credito d’imposta, l’80 per cento delle spese effettuate. Nel caso di nuove aperture si potrà usufruire dello stesso trattamento, con un recupero massimo del 70 per cento dell’investimento». Non si potrà usufruire delle agevolazioni solo per nuove aperture di bar e pub in centro: un indirizzo dettato dalla forte presenza di questo tipo di attività, che dal sisma a oggi, hanno rappresentato un punto di attrazione notevole. Il sindaco chiarisce anche che «il provvedimento sarà retroattivo di due anni. Potranno fare richiesta di contributo le attività che hanno aperto negli ultimi 24 mesi», afferma Cialente, «per il periodo precedente si potrà usufruire di detrazioni per la ristrutturazione dei locali. Contiamo, considerando la cifra a disposizione, circa 20 milioni di euro, di riportare nel cuore della città almeno 400 imprese in una prima fase».
La proposta, che verrà approvata definitivamente nel tavolo del nucleo di valutazione del Governo, nella seduta del 14 marzo prossimo, passerà poi al vaglio delle associazioni di categoria, per un confronto sulle modalità di applicazione. Ma il Comune annuncia anche un giro di vite sugli affitti: i locali e le abitazioni del centro, ristrutturate dopo il sisma, dovranno essere affittate. «In caso contrario verrà applicata una tassazione maggiorata», annuncia Cialente, «aumenteremo in particolare la Tarsu. La riapertura dei negozi e degli studi professionali in centro è un passaggio fondamentale per il futuro dell’Aquila».
Per agevolare il ritorno in centro l’amministrazione comunale proporrà ai titolari dei locali disponibili la firma di una sorta di accordo per i canoni concordati, con un tariffario graduale su scala annuale. Affitti calmierati in cambio dell’applicazione della cedolare secca e di agevolazioni proprio sul fronte dell’abbattimento delle tasse. I locali commerciali e le abitazioni del centro storico», sottolinea Cialente, «sono state ristrutturate con soldi pubblici. Non è pensabile lasciarle vuote. La città deve ripartire dal suo centro storico».
Monica Pelliccione
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