Ecco il super-drone ispirato a Leonardo e progettato in città

23 Febbraio 2018

L’AQUILA. “Ea” sta per Eadrone, l’azienda aquilana che dal 2014 produce e commercializza droni professionali, quelle macchine volanti elettriche che stanno rivoluzionando un gran numero di settori,...

L’AQUILA. “Ea” sta per Eadrone, l’azienda aquilana che dal 2014 produce e commercializza droni professionali, quelle macchine volanti elettriche che stanno rivoluzionando un gran numero di settori, industria, agricoltura, fotorilievo, sicurezza. Il 2 sta per febbraio, il mese di inizio della produzione, 7 sta per il numero di ottiche che possono essere usate sul drone, 8 sta per infinito. Perché, in effetti, le applicazioni del drone EA278 Leonardo presentato ieri sono quasi infinite.
Il perché del nome Leonardo è presto detto. La forma è ispirata proprio da un disegno presente in uno dei più importanti taccuini scritti dal genio fiorentino. Si tratta del Codice sul volo degli uccelli, scritto nel 1504, e in un angolo della sala dove sta avvenendo la presentazione c’è una copia numerata, la 53. Sul tavolo c’è un prototipo, in giallo e nero (ma i colori sono personalizzabili), il colore dell’ape e della Eadrone. Sulla parete un’immagine del commissario Gadget, il personaggio dei cartoni animati che grazie a strani apparecchi poteva anche volare. Ma alla Eadrone per il loro EA278 Leonardo non hanno lasciato niente al caso. La scocca gialla e nera è infatti realizzata in carbonkevlar e viene realizzata dall’Atr group, ditta specializzata in elementi in carbonio. La scocca in carbonkevlar permette di abbattere i pesi, arrivando quasi a triplicare l’autonomia per un drone quasi indistruttibile. La possibilità di montare ben 7 diverse obiettivi di ripresa permette un numero incredibile di applicazioni. Ad esempio, il rilievo di una grande struttura si fa in 3 minuti, con precisione millimetrica e costi abbattuti. Con la telecamera termica è possibile controllare elementi in industrie altrimenti non verificabili senza il fermo impianto. A presentare il gioiello dell’inventiva aquilana (nella foto) ieri al Tecnopolo d’Abruzzo, Massimo Biancone, ceo di Eadrone, Roberto Bozza, responsabile di produzione e Andrea Maraca, responsabile dell’ingegnerizzazione. (r.p.)
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