Ecco il trasporto per neo-mamme

Castel di Sangro, il Comitato salute chiede di migliorare l’assistenza e presenta il progetto in Regione
CASTEL DI SANGRO. Si chiama “Pianeta donna” l’articolato progetto ideato dal Comitato per la salute di Castel di Sangro e presentato in Regione per garantire alcuni servizi essenziali in campo ostetrico e ginecologico.
Punti cardine dell’iniziativa sono l’attivazione del Servizio trasporto assistito materno (Stam) e la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con la Regione Molise per la mobilità interregionale.
«L’elaborazione» ha spiegato Erminia Scioli a nome del comitato «è frutto di un gruppo allargato di donne con elevate competenze tecniche e sanitarie. La salute delle donne e dei bimbi deve essere un impegno di tutti perché non vogliamo si ripetano fatti luttuosi come quello di qualche mese fa e l’attivazione del servizio Stam, anche con dotazione minima, consentirà di risolvere il problema della carenza di pediatri, tranquillizzando le famiglie che non saranno costrette a spostarsi anche per una semplice visita».
«Lo Stam» ha aggiunto la Scioli «rappresenta uno degli strumenti irrinunciabili per una migliore assistenza alla nascita, consentirà di riqualificare, in maniera integrata, i servizi territoriali e ospedalieri per garantire assistenza alla gestante con gravidanza a rischio per patologia materna o fetale o per nascita pre-termine».
Affinché l’iniziativa possa concretizzarsi occorre il coinvolgimento di tre ginecologi, tre ostetriche e tre pediatri, il tutto da gestire attraverso l’articolazione di una rete dell’emergenza-urgenza in Abruzzo che preveda l’attivazione di percorsi specifici per le realtà più disagiate e distanti dai grandi ospedali.
«Attraverso la sottoscrizione di un accordo di programma interregionale con il Molise, già in avanzata definizione tra i rispettivi presidenti di Regione» aggiunge Scioli «è possibile una corretta organizzazione assistenziale che preveda il trasferimento della gravidanza a rischio verso strutture provviste di Sten, ossia il servizio trasposto neonatale, in grado di garantire cure migliori e tempestive. Il sistema sanitario italiano viene riconosciuto nel mondo al terzo posto per prestazioni erogate, ma con elevatissime disomogeneità sul territorio. È necessario iniziare a riequilibrarle, pur tenendo conto delle esigenze di contenimento della spesa, investendo le risorse necessarie a garantire il diritto alla salute anche per chi, come noi ha deciso di restare a vivere in Alto Sangro, ripristinando anche il servizio di cardiologia nell’arco delle 24 ore».
Claudia Sette
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