Ecco l’app che protegge le donne

29 Marzo 2020

Con “Youpol” più facile denunciare alla polizia violenze domestiche. Stalking: resta in cella l’albanese

L’AQUILA. La questura, all’indomani dell’ennesimo arresto per atti persecutori e violenze sessuale, ricorda l’attivazione dell’app per segnalare i reati violenti che si consumano tra le mura domestiche. Ideata per contrastare bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, l’app Youpol è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi e immagini agli operatori della Polizia. Le segnalazioni sono automaticamente geo-referenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. È inoltre possibile dall’app chiamare direttamente il Nucleo operativo e, dove esso non è ancora attivo, risponderà il 113 della questura. Tutte le segnalazioni vengono ricevute dalla sala operativa della questura competente per territorio, in questo caso dell’Aquila. Per chi vuole registrarsi non fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di segnalare in forma anonima. Anche chi è stato testimone diretto o indiretto – per esempio i vicini di casa – può ovviamente denunciare il fatto all’autorità di polizia, inviando un messaggio anche con foto e video. «L’applicativo», dice la questura, «nato dalla convinzione che ogni cittadino è parte responsabile e attiva nella vita democratica del Paese, è facilmente installabile su tutti gli smartphone e tablet accedendo alle piattaforme per i sistemi operativi Ios e Android». L’iniziativa diventa ancora più opportuna visto che, in questo periodo di permanenza forzata in casa, sono scese di parecchio le richieste di aiuto al Centro antiviolenza, segno che diventa più difficile comunicare per le donne.
Ieri, in proposito, si è tenuta tramite web un’udienza (divisa i due fasi) a carico di un giovane albanese, M.L., accusato di aver minacciato con un coltello e poi violentato la sua ex. L’udienza di ieri, visto che l’uomo è stato trovato in possesso anche di droga, oltre che del coltello, ha riguardato solo questi due reati e il pm ha chiesto che l’uomo, difeso dall’avvocato Mauro Ceci, restasse in carcere. Il gip ha deciso per i domiciliari, ma l’uomo rimane in cella: la prossima settimana si terrà l’udienza solo sull’abuso sessuale e il gip si pronuncerà di nuovo.
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