Ecco la città turistica con bagni pubblici a mezzo servizio

SULMONA. Servizi igienici inutilizzabili o che funzionano a mezzo servizio, con i turisti e i visitatori della città costretti ad arrangiarsi in mille modi. Si presenta così la città turistica che si...
SULMONA. Servizi igienici inutilizzabili o che funzionano a mezzo servizio, con i turisti e i visitatori della città costretti ad arrangiarsi in mille modi. Si presenta così la città turistica che si prepara al bimillenario della morte di Ovidio, una città dove è difficile perfino andare al bagno. Sono decine e decine le proteste, anche dei residenti, per una situazione che di certo non fa onore a una città che punta sul turismo per risollevarsi dalla crisi economica in cui si è impantanata da anni. Due sono i bagni pubblici presenti nel centro storico del capoluogo peligno: uno in via Roosevelt e l’altro in via Federico II. In via Roosevelt, nei pressi della villa comunale, dove è situato il terminal dei pullman, sosta obbligata per chi arriva in città, è utilizzabile solo un bagno, quello degli uomini. Davanti alla porta di quello delle donne è stato affisso ormai da mesi un cartello eloquente: “Bagno fuori servizio, grazie”. Mentre quello riservato ai diversamente abili è stato trasformato in un magazzino dove l’addetta al servizio custodisce tutto l’occorrente per tenere puliti i locali. Più grave la situazione in via Federico II dove i servizi igienici sono chiusi e non funzionano da qualche anno. Dagli uffici del Comune fanno sapere che non ci sono i soldi per pagare il custode. Mentre anziani e residenti della zona ribattono che le soluzioni ci sono ed è l’amministrazione comunale che non vuole trovarle. «I tanti profughi che vengono utilizzati per tenere in ordine il verde pubblico potrebbero essere impiegati, per esempio, anche in questo servizio», afferma Giovanni, diversamente abile che ogni giorno deve confrontarsi continuamente con il disservizio. Trovare le porte chiuse davanti a necessità fisiologiche è sempre uno sgradevole inconveniente, ma soprattutto non è un bel biglietto da visita per una città d’arte come Sulmona. Come recitano i cartelli che danno il benvenuti ai turisti in arrivo in città. (c.l.)
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