Ecco la denuncia contro l’uomo della senatrice

20 Luglio 2015

Fango e ricatti, presentato un esposto per tentata estorsione dallo «storico» nemico Maiorano

L’AQUILA. La guerra giudiziaria, con reciproche denunce tra Simone Coccia Colaiuta, fidanzato della senatrice Stefania Pezzopane, e il suo «storico» nemico Alessandro Maiorano, toscano vicino alle posizioni del Movimento 5 stelle prosegue senza tregua. Una denuncia è stata depositata da Maiorano in una questura della Toscana e da lì sarà poi trasmessa agli organi investigativi aquilani. Tutto nasce dalla pubblicazione degli atti su una presunta estorsione a carico di 4 persone ai danni della senatrice Stefania Pezzopane e dell’ex presidente della Regione, Gianni Chiodi, dalla cui lettura Maiorano ha ritenuto esserci, a sua volta, una tentata estorsione ai suoi danni da parte di Coccia Colaiuta e del suo manager.

Di lì la denuncia che è stata redatta dall’avvocato Carlo Taormina.

«Il manager di Coccia Colaiuta, Ivan Giampietro», si lege nella denuncia, «nel corso della telefonata del 21 novembre 2014 faceva balenare al Coccia Colaiuta l’idea di sfruttare la mossa attuata dal sottoscritto (una denuncia) per spillargli denaro basando il ricatto sulla violazione della privacy pretesamente posta in essere con la comunicazione fatta a Giampietro. La proposta di quest’ultimo fu quella di procedere alla stipulazione di un contratto in virtù del quale Coccia avrebbe dovuto fare il testimonial del sito dell’agenzia di Giampietro per 20mila euro. Si sarebbe dovuto far credere della originaria esistenza di tale contratto e dalla intervenuta rescissione, sempre a opera di Giampietro, a cagione della notizia dallo scrivente conferita, cioè di avere denunciato il Coccia per la grave denigrazione ai danni della madre del sottoscritto. Giampietro propose anche di preparare il contratto e Coccia invitava Giampietro a interpellare il suo avvocato al quale la gestione si sarebbe dovuta rappresentare come reale. Essa prevedeva l’ingaggio di un testimone della stipulazione del contratto individuato in una tale Stefania nella casa della quale gli estremi del falso contratto sarebbero stati posti in essere. Dalle intercettazioni risulta che il progetto fu abbandonato per ragioni non accertabili puntualmente ma ci si trova di fronte ad atti idonei alla fattispecie di estorsione». Fin qui la denuncia.

(g.g.)

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