Ecco la targa per i partigiani

Celano, il 25enne Milone venne ucciso dai nazisti. La lapide era nascosta nell’atrio del municipio
CELANO. Riposizionata sulla facciata principale del municipio la lapide commemorativa al partigianoi Antonio Milone e al maresciallo cecoslovacco Ignaz. I due furono uccisi dai tedeschi nel 1944. La targa nel 1975, in concomitanza del XXX anniversario della Liberazione, grazie all’Anpi (associazione nazionale partigiani) della Marsica, in collaborazione con l’amministrazione comunale dell’epoca, venne apposta nella facciata del municipio. Anni dopo è stata trasferita nell’atrio del comune, dove non era più visibile in quanto nascosto da un ufficio.
La questione non è passata inosservata ai parenti del partigiano Milone e all’avvocato Francesco Innocenzi, il quale ha inviato una lettera al commissario straordinario Mauro Passerotti affinché provvedesse a rimettere la lapide nel suo posto originale.
«L’ho sentito come un dovere», ha spiegato Passerotti, «a 70 anni dalla liberazione è vero che non ci sono più quegli steccati, ma persone come Milone e il maresciallo Ignaz che hanno dato la vita per la libertà di tutti, vanno sempre omaggiati come si deve».
Soddisfatto anche l’avvocato Innocenzi il quale ha ricordato quella triste pagina della storia celanese, quando Antonio Milone un ragazzo di 25 anni venne preso in pieno da una raffica di mitra, mentre insieme ad altri partigiani si trovava nei pressi del bivio di Cerchio.
Milone venne soccorso dagli amici, ma purtroppo per lui non ci fu nulla da fare. Erano anni duri: a Celano da poco vi era stato anche un rastrellamento da parte dei tedeschi e l’operazione portò al fermo di diversi uomini, che vennero portati al carcere delle “Casermette”, all’Aquila. Alcuni di loro finirono anche nel famigerato carcere di via Tasso a Roma, mentre altri 20 giovani, internati nel campo “Centobuchi” (Ascoli Piceno).
Dante Cardamone
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