«Ecco perché c’è l’Archivio di Stato»

1 Febbraio 2018

I dipendenti della sezione locale intervengono nel dibattito innescato da Fabrizi

AVEZZANO. Continua a tenere banco il caso dell’Archivio di Stato. Struttura da valorizzare e potenziare. Un caso sollevato da Filippo Fabrizi e che ha innescato un dibattito in città. «Il professor Gianluca Tarquinio ha ragione quando dice che il Comune deve pensare alla sistemazione del proprio archivio e noi aggiungiamo: renderlo fruibile, conservarlo per le future generazioni», sottolineano i dipendenti della sezione avezzanese, Lucia Borgia, Carla Catini, Nives De Vincentis, Martorano Di Cesare, Sebastiana Ferrari ed Elvira Lucidi, «in quanto poi alla ragione di esistere della sezione di Archivio di Stato di Avezzano, essa è stata già valutata da chi di competenza. Che l’Archivio di Stato possa accogliere in deposito archivi di enti pubblici o privati di interesse storico, anche questo è previsto dalla legge. La legge fissa il numero delle sezioni di Archivio di Stato a 40, ma attualmente ne sono istituite 33. Esse vengono istituite nelle città non capoluogo dove ci sono rilevanti archivi riguardanti la storia. È il caso della Marsica, soprattutto per gli archivi relativi al prosciugamento del lago Fucino, al terremoto, alla ricostruzione, alla riforma fondiaria. Altro che istituzione per ragioni politiche. Al professore, impegnato a elaborare estemporanee strategie di conservazione dei beni culturali, benché sempre invitato, sono sfuggite le molteplici iniziative culturali in cui è stato valorizzato il patrimonio archivistico diverso da quello del Comune. Il trasferimento degli atti della prefettura dell’Aquila a Pescina è passato sotto silenzio in quanto non è mai avvenuto. Infine, una considerazione sulle notevoli spese di gestione a carico dei contribuenti per il mantenimento della sezione, di cui parla Tarquinio. Assodato che gli impiegati in servizio nella sezione, qualora questa venisse chiusa, sarebbero trasferiti all’Aquila insieme agli archivi e quindi continuerebbero a percepire lo stipendio, il contribuente risparmierebbe la somma di 300 euro l’anno pagati dal Mibact alla Regione. Di contro, i contribuenti del Comune di Avezzano dal 2004 a oggi, con il conferimento in gestione di parte del proprio archivio storico alla sezione, hanno risparmiato decine e decine di migliaia di euro».
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