Ecodoppler, l’esame slitta di un anno

28 Febbraio 2018

Al Cup liste chiuse e prenotazioni rinviate al 2019. La Asl si difende: sta al medico di famiglia chiedere un iter più rapido

SULMONA. Prenotazioni chiuse per il 2018 o rinviate di un anno per alcuni esami specialistici di ecodoppler in ospedale. A denunciare l’ennesimo caso di liste d’attesa chilometriche è una donna sulmonese. «Ho chiamato il numero verde, non senza difficoltà, e quando sono riuscita a prendere la linea, ho avuto l’amara sorpresa di sentirmi dire di dover aspettare un anno per un esame. Un’assurdità».
I tempi lumaca di visite specialistiche ed esami continuano a restare uno dei principali problemi della sanità pubblica sul territorio. Chi, quindi, deve fare l’esame per sapere se rischia trombosi, ictus o malattie cardiache, deve mettersi l’anima in pace e prepararsi ad affrontare almeno un anno di attesa. Telefonando, infatti, al centralino del Cup (Centro unico prenotazioni), che risponde al numero verde 800-862862, un’ addetta risponde che le liste sono chiuse per alcuni esami riferiti all’Ecodoppler, con le prenotazioni che riprenderanno a partire dal 2019, mentre per altri test si deve aspettare circa un anno. In realtà, anche prendere la linea non è semplice. Anche in questo caso l’attesa è piuttosto lunga e snervante.
Tempi biblici per chi deve conoscere o approfondire le cause di eventuali dolori, patologie o malattie connesse. Tempi infiniti, poi, nel caso di persone che hanno altri problemi di salute, o che soffrono di ipocondria e trascorrono ogni giorno di attesa come fosse l’ultimo della loro vita.
Da anni il Tribunale per i diritti del malato, col responsabile regionale Edoardo Facchini, denuncia i tempi di attesa infiniti, a cui si aggiunge la discrepanza tra i dati pubblicati sul sito ufficiale della Asl e le prenotazioni effettive fatte al Cup. Ad esempio, secondo il portale, sia per un’ecografia bilaterale al seno che per una mammografia, il tempo massimo è 60 giorni. Chiamando il Cup al numero verde si viene, però, a scoprire che i mesi d’attesa diventano almeno quattro.
Nel frattempo, dalla Asl fanno sapere che tocca al medico di base decidere se l’esame deve avere un iter più veloce o seguire i tempi ordinari.
«Sta al medico di famiglia o allo specialista valutare se la richiesta dell’assistito o dell’utente giustifica il ricorso alle classi di priorità che consentono di fare l’esame tra i 10 e i 60 giorni e che permettono di seguire un iter molto più rapido rispetto all’ordinaria programmazione fissata tramite prenotazione al Cup», precisa la direzione della Asl che ricorda come, al di fuori di questi casi, le urgenze siano sempre garantite. Inoltre», aggiunge la Asl, «dal 2016 è attivo il servizio di recall per la conferma dell’esame a ridosso dell’appuntamento.
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