Edicole chiuse, i titolari: «Non siamo in crisi»

4 Febbraio 2024

Taddei a Pettino e Lucari alla Fontana luminosa cedono l’attività. «Ma il settore resta ancora vivo»

L’AQUILA. Lungo le strade aquilane si notano edicole chiuse e cartelli con le scritta “vendesi”. Segno di una crisi inarrestabile, hanno pensato in molti. Eppure i diretti interessati affermano che le cose non stanno esattamente così. «L’edicola è un piccolo mondo in cui le persone si ritrovano ancora oggi. Un riferimento per tutti». Tobia Taddei dal 1997 è titolare dell’edicola a Pettino. Dapprima piccola, vicino alla vecchia chiesa, e dai primi anni 2000 una struttura più grande a poca distanza. Da ieri la sua edicola è chiusa, e lui è andato in pensione. «Chiudo perché vado in pensione e ho deciso di passare la mano», racconta, «ma non perché l’edicola sia in crisi. Anzi. Da qualche anno vendiamo tipologie di merce diversa dai giornali. Il cartaceo c’è ancora, ma insieme ai quotidiani ci sono le riviste di settore, quelle specializzate, vanno forte i libri, e poi ci sono i gratta e vinci, il sistema per pagare le bollette e le multe. Le persone arrivano e pagano le bollette senza fare la fila», dice Taddei. «Qui vicino c'è la scuola e possiamo vendere merendine confezionate, oggetti di cartoleria, pennarelli. Insomma, il lavoro non manca».
Un ragionamento identico lo fa Paolo Lucari, titolare dell’edicola alla Fontana Luminosa. Anche qui è comparso il cartello vendesi. Lucari lascia dopo un anno e mezzo. «Due anni fa avevo presentato la domanda per un lavoro a Roma, e pochi giorni fa mi hanno chiamato. Gli affari andavano bene, ma ho scelto di stare vicino alla famiglia». Lui apriva alle 5. «Un orario pesante che da solo non si può reggere», spiega. Le serrande chiuse attendono, ora, di essere rialzate il prima possibile.(r.p.)