Edifici privati, restano 1.500 pratiche

9 Agosto 2019

Il titolare dell’Usra: «Il prossimo elenco sarà pronto prima di Ferragosto». A breve l’apertura dei cantieri in molte frazioni

L’AQUILA. Al termine delle attività istruttorie dell’Ufficio speciale dell’Aquila mancano meno di 1.500 pratiche. È più di una luce quella che s’intravede in fondo al tunnel della ricostruzione, dove a fare la parte del leone sono i progetti privati della città, ma in cui sempre più attive si mostrano le frazioni. A fare il quadro della situazione, a quattro mesi trascorsi dal decimo anniversario del sisma, è il titolare dell’Usra, Salvo Provenzano (foto a destra). Quest’anno al via anche un’organizzazione diversa del lavoro degli uffici, che ha permesso la continuità delle attività di tutti i gruppi in pieno periodo di ferie estive. Il 5 agosto è stato pubblicato il nuovo elenco delle pratiche Usra (che nulla hanno a che fare con l’effettiva cantierabilità di quei progetti, che attiene al Comune che deve, per esempio, concedere il titolo edilizio, dove spesso s’incaglia l’iter), con 69 pareri emessi a luglio e nei primi due giorni di agosto, per un importo complessivo di 65,5 milioni e un importo concesso di 38,5 milioni. Un prossimo elenco sarà pronto prima di Ferragosto.
RICOSTRUZIONE PRIVATA. Secondo i dati forniti ieri dall’Usra sono 29.555 le pratiche presentate per un importo complessivo di 8,3 miliardi, di cui istruite 28mila (per un importo che si aggira intorno ai 6,3 miliardi): vuol dire che per questo numero di pratiche è stato rilasciato il contributo e che dunque si tratta di cantieri in corso o di lavori consegnati. Ne restano da istruire, dunque, circa 1.500. Ed è proprio sugli importi che va calcolata la percentuale della ricostruzione (in quanto a essi si riferiscono i lavori effettivi), che a oggi si attesta al 75,31 per cento.
FRAZIONI. Negli ultimi 10 giorni gli ingegneri hanno consegnato all’Usra 20 schede parametriche parte due (SP2), ossia quelle che hanno completato tutto il processo istruttorio, integrazioni documentali comprese, e dunque diventeranno cantieri: di queste, 19 sono relative alle frazioni di Tempera, Camarda, Pianola, Roio Poggio, Civita di Bagno, Bagno Grande e Ripa, San Gregorio, Monticchio, Arischia, Sassa, Paganica. Una soltanto ricade nel centro città. «Questo andamento ci aiuterà a recuperare il gap della ricostruzione tra città e frazioni, in quanto, nei successivi due mesi, istruiremo tutte queste pratiche che, dunque, diventeranno cantieri: mi sento di dire», precisa Provenzano, «che nei prossimi due anni l’attività istruttoria riguarderà quasi esclusivamente le frazioni».
RICOSTRUZIONE PUBBLICA. Gli edifici pubblici restano la cenerentola della ricostruzione. Il colpo d’occhio è d’altra parte evidentissimo: il dedalo nero dei tubi Innocenti dell’aggregato della Provincia ai Quattro Cantoni, impatta contro la prospettiva di corso Federico II quasi del tutto ristrutturato. L’importo totale richiesto a oggi per la ricostruzione pubblica è di 2,3 miliardi di euro, quello finanziato di 2,1 e quello erogato di 1,4 (dati aggiornati al 30 aprile).
CRITICITÀ. Tante ancora le criticità, prima tra tutte la carenza di personale: sono 70 in totale i tecnici a lavoro all’Usra, ne mancano all’appello almeno 10. «Molti tecnici», spiega Provenzano, «che per anni hanno lavorato all’Usra e all’Usrc vengono assorbiti dal Mit con lo scorrimento delle graduatorie. Abbiamo ottenuto dal ministero che quelle persone, che conoscono bene i processi della ricostruzione, possano tornare 2 volte a settimana con una forma di collaborazione». Da comprendere ancora, infine, l’effettiva efficienza del nuovo cronoprogramma voluto dal sindaco Pierluigi Biondi e dall’assessore Vittorio Fabrizi.
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