«Edifici pubblici, ritardi per i ricorsi al Tar»

9 Settembre 2018

L’ex sindaco Cialente sulle accuse dell’Ance: la colpa è anche della burocrazia e del Genio civile

L’AQUILA. «L'andamento della ricostruzione pubblica ha rappresentato il mio mortificante e frustrante incubo, un vero e proprio dolore nella mia drammatica esperienza di sindaco. Il vero problema, non solo aquilano ma dell'intero sistema Paese, è nella burocrazia. Propongo al Governo di prendere L'Aquila come oggetto dello studio per riformare la burocrazia che blocca le opere pubbliche». L'ex sindaco, Massimo Cialente, interviene con un lungo post su facebook, sull'allarme lanciato dal presidente dell'Ance, Adolfo Cicchetti, sul quotidiano il Centro, a proposito della lentezza nella ricostruzione di importanti edifici pubblici come Palazzo Margherita, il Teatro Comunale, il Convitto nazionale, l'ex sede del Liceo classico e della Camera di commercio, la scuola De Amicis.
«Un ritardo gravissimo e inaccettabile», secondo Cicchetti, che ha chiesto un aumento del personale del Provveditorato alle Opere pubbliche. «Che i ritardi sono imputabili al Provveditorato è un'affermazione che mi trova d'accordo al 100 per cento», sottolinea Cialente, «nel corso del mio mandato ho avuto modo di seguire la ricostruzione pubblica quasi giorno per giorno, edificio per edificio e di capire dov'è il vero problema: nell'organizzazione del sistema Paese per quanto riguarda gli interventi pubblici, nelle folli norme, lacci e lacciuoli, nei ritardi di funzionari, dirigenti e progettisti, nello scandalo della giustizia amministrativa e dei suoi tempi, nell'eterno clima di sospetto da parte della magistratura, che terrorizza chiunque deve mettere una firma». Cialente parla di «opere pubbliche che nascono già vecchie perché progettate 20 anni prima, come l'ospedale di Coppito. Per gli edifici pubblici non ricostruiti il problema va individuato nei ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. Giri e rigiri che bloccano le stazioni appaltanti e rendono impossibile l'assegnazione dell'incarico di progettazione o l'aggiudicazione di un appalto, perché partono i ricorsi. E gli anni passano. Poi, c'è la validazione del progetto, infine l'imbuto, anzi il tappo: il Genio civile». Cialente invita il Governo a prendere L'Aquila come modello da studiare e capire perché i tempi della ricostruzione pubblica si allungano. «Vediamo, soprattutto, perché la ricostruzione del tribunale e della Corte di appello sono stati un modello da seguire».
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