Edificio A di Ingegneria intitolato a Schippa

Nel primo anniversario della scomparsa l’Ateneo aquilano rende omaggio allo storico rettore
L’AQUILA. A un anno dalla scomparsa (29 novembre 2020) l’Università dell’Aquila ricorda il professore ed ex rettore Giovanni Schippa. Venerdì 19 novembre, alle 10, in occasione della giornata di studio “Sostenibilità e transizione energetica: opportunità e prospettive per il territorio”, allo storico rettore e “padre” dell’Università dell’Aquila verrà intitolato l’edificio A del polo di Ingegneria di Roio.
Schippa è deceduto un anno fa, a 97 anni. Per tutti era semplicemente “il Rettore” anche quando ormai aveva ceduto il passo ai suoi successori. Nato a Perugia, ha passato l’infanzia a Passignano sul Trasimeno, poi ha vissuto a Roma, dove si è laureato alla Sapienza, per approdare all’Aquila da docente universitario prima e poi da rettore, ruolo che ha ricoperto dal 1981 al 1995. Partigiano combattente con il grado di sottotenente, aveva una prima laurea in Chimica e una seconda, honoris causa, in Ingegneria chimica. È stato presidente della Fondazione Carispaq; medaglia d’oro del presidente della Repubblica per meriti nel campo della cultura e della scuola; Cavaliere di Gran Croce; ha avuto l’Ordine della Minerva dell’Università Gabriele D’Annunzio e tanti altri riconoscimenti. Nel 2009, quando, dopo lo choc iniziale, si cominciò a parlare di ricostruzione, Schippa, già 86enne, non si tirò indietro. Contribuì a elaborare una proposta che aveva come obiettivo quello di ottimizzare la localizzazione di attività capaci di creare reddito nell’area del cratere. Un obiettivo, disse l’ex rettore in un’intervista al Centro del 2018 «obiettivamente contrario alla filosofia, peraltro non sostenuta da analisi scientifiche, che prevedeva una ricostruzione dell’Aquila dov’era-com’era che ha invece prevalso». Una piccola amarezza, forse. Ma Giovanni Schippa non era di quelli che se la legano al dito e infatti subito dopo aggiunse: «Sinceramente auguro pieno successo al processo di ricostruzione in corso». E non era una frase d’occasione. L’ex rettore era ben consapevole che, anche grazie a lui, L’Aquila con la nascita dell’Università ha realizzato un duraturo “investimento” basato in origine su capitali in gran parte aquilani (Comune, Provincia, Carispaq). «Dopo circa sessant’anni dalla sua fondazione», sottolineò il professore, «tutti considerano l’Ateneo elemento fondamentale dello sviluppo socio-economico e culturale del territorio e, oggi, fattore indispensabile per la ricostruzione e la rinascita della nostra città e della nostra provincia dopo i gravissimi danni subiti a causa del sisma che l’ha colpita e nessuno può mettere in dubbio che i sacrifici sopportati allora dal Comune e dalla Provincia dell’Aquila non abbiano dato risultati positivi». (g.p.)
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