Edificio a rischio crollo L’allarme dei residenti

Cadute finora nel vuoto le richieste di intervento degli abitanti di via Toti Il Comune si difende: spetta ai proprietari mettere in sicurezza lo stabile
SULMONA. Un edificio fatiscente, con mura cadenti, intonaci che continuano ad invadere la strada, finendo anche sulle automobili in sosta. Teloni strappati e a brandelli al posto del tetto, finestre senza più infissi e balaustre che rischiano di crollare. È la preoccupante fotografia di una palazzina di via Toti, tra via Trieste e via Venezia, in pieno centro a poche decine di metri da Porta Napoli. Un edificio lasciato in totale abbandono da molti anni che costituisce un pericolo costante per l’incolumità delle persone residenti nel vicinato e per i danni che eventuali crolli potrebbero causare alle auto in transito e a quelle in sosta. Una situazione che va avanti da anni nonostante le frequenti segnalazioni dei cittadini residenti nella zona e di quelli sensibili al decoro di una città d’arte come Sulmona. Proteste e richieste di intervento che finora sono cadute nel vuoto nell’indifferenza generale. Come senza risposta sono rimaste le attese legittime dei cittadini che abitano in quel quartiere sempre più preoccupati da una situazione ogni giorno più grave.
«È un edificio assai vecchio e malmesso, che rischia di cadere da un momento all’altro, soprattutto nel caso di eventi sismici», scrive Fernando Paravano in una lettera corredata da fotografie, inviata nei giorni scorsi sia al sindaco Annamaria Casini che al dirigente del settore Ambiente e Infrastrutture del Comune. «Ma sia i proprietari che risiedono fuori città, sia gli amministratori comunali, passati e attuali, sono sempre rimasti indifferenti alle nostre continue segnalazioni. Spero che qualcuno si muova e faccia quanto occorre per porre rimedio a questa situazione sempre più pericolosa prima che succeda qualche disgrazia». Dal Comune fanno sapere che si tratta di una casa privata e che spetta ai legittimi proprietari intervenire per mettere in sicurezza l’edificio. «La normativa dice che se non intervengono i proprietari a eliminare una situazione di pubblico pericolo deve farlo il Comune», ribattono i residenti. «Evidentemente tutelare la salute e l’incolumità dei cittadini, per i nostri amministratori comunali, è un fatto assolutamente secondario».
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