Edimo, confermati 36 licenziamenti

La decisione è stata ribadita ai sindacati dal patron del gruppo Carlo Taddei. Futuro con tante ombre
L’AQUILA. Confermati i 36 licenziamenti alla Edimo holding, l’azienda della famiglia Taddei che ha chiuso i battenti in seguito alla crisi generale che ha colpito l’intero gruppo. La decisione è stata ribadita ai sindacati dal patron Carlo Taddei durante il tavolo che si è svolto nella sede di Confindustria: la Edimo holding, che operava nel settore del commercio, erogava i servizi alle altre imprese ed è rimasta senza commesse dopo il fallimento della Edimo spa e l’attivazione del concordato preventivo per la Taddei spa e la Em969. «Purtroppo l’amministratore delegato ci ha confermato che non ci sono strade alternative ai licenziamenti» ha spiegato Clara Ciuca della Uilm «e si è impegnato a pagare, entro ottobre, le mensilità arretrate vantate dai lavoratori. C’è grande preoccupazione anche per il ritardo che si sta accumulando sull’operazione con cui la Temar srl, società fondata dai dirigenti del gruppo, dovrebbe rilevare un ramo d’azienda della Edimo spa, in modo da ricollocare una trentina dei 110 dipendenti. Ho scritto al curatore fallimentare Luigi Labonia per avere notizie: una parte dei lavoratori ha scelto la mobilità volontaria, ma un’altra parte deve attendere l’erogazione della cassa integrazione straordinaria e chiede di poter tornare al lavoro. C’è anche il rischio, sottolineato da Taddei, che si perda la commessa già acquisita dal settore dei prefabbricati». Lo scenario occupazionale del territorio è sempre più nero: «Stiamo assistendo a una diaspora di posti di lavoro» ha concluso Ciuca, “e le uniche speranze ci arrivano da Accord Phoenix e dalla nuova proprietà dell’ex Otefal».
Romana Scopano

