Edimo, sì alla cassa integrazione

22 Aprile 2015

Firmato l’accordo per i 111 dipendenti dell’azienda dichiarata fallita, sulla mobilità decide il giudice

L’AQUILA. Firmato l’accordo sulla cassa integrazione straordinaria per i 111 dipendenti della Edimo spa, dichiarata fallita dal tribunale di Roma lo scorso 17 febbraio. Ma il curatore fallimentare Luigi Labonia, accogliendo la richiesta dei sindacati, è pronto anche ad aprire la procedura di mobilità volontaria per i lavoratori che sceglieranno di lasciare l’azienda, previa autorizzazione, però, del giudice competente.

Nel secondo tavolo convocato in Provincia, è stata raggiunta l’intesa tra la curatela fallimentare e le organizzazioni sindacali: al ministero del Lavoro verrà inoltrata la domanda per l’accesso alla Cigs per 12 mesi, in modo da permettere la ricollocazione di una trentina di persone all’interno della Temar srl, neo-società fondata dagli stessi dirigenti del gruppo Edimo, che intende affittare il ramo d’azienda dei prefabbricati.

Ma rispetto alla prima riunione, in cui non era presente l’avvocato Labonia, c’è un altro passo in avanti: accanto alla procedura di cassa integrazione verrà aperta anche quella della cosiddetta mobilità non oppositiva, riservata a quei lavoratori che hanno manifestato l’intenzione di lasciare l’azienda, per cercare collocazioni alternative.

L’ultima parola spetta al giudice, ma l’autorizzazione dovrebbe arrivare nel giro di una settimana: subito dopo i sindacati firmeranno anche il secondo accordo, in modo da velocizzare i tempi.

Al tavolo hanno partecipato, oltre a Labonia e al suo staff, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, Fim, Fiom e Uilm, Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil. Per l’erogazione della cassa integrazione occorrerà aspettare, come da prassi, alcuni mesi, visto che la richiesta deve essere inviata dal curatore al ministero del Lavoro, che dovrà poi emettere un decreto e trasmetterlo all’Inps. Alla mobilità volontaria sarebbero interessati sia i dipendenti che non vogliono restare a lungo senza reddito, sia coloro che intendono valutare altre strade professionali.

La Edimo spa era nata dalla fusione dei settori carpenteria e prefabbricati: dopo il fallimento, per tentare di evitare l'effetto domino è stato richiesto il concordato in bianco anche per la Taddei spa e la Em969, con la nomina, come curatore fallimentare, del commercialista teramano Sergio Saccomandi.

Romana Scopano

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