Educazione musicale a Sulmona con Stefano Marchese

13 Luglio 2026

Previsti oltre cento interventi al complesso dell’Annunziata. Il prof candidato ai “Recording Academy” negli Stati Uniti

SULMONA. A partire da domani, 14 luglio, e per tre giorni consecutivi si terrà a Sulmona la prima conferenza sull’educazione musicale organizzata dal 42enne pescarese Stefano Marchese, docente di musica al Berklee College di Boston. L’evento di Sulmona coincide con la candidatura del professor Marchese ai “Recording Academy e Grammy Museum” come educatore musicale in America, che arriva esattamente un anno dopo essere stato insignito dell’Impact Award da parte della North End Music & Performing Arts Center di Boston. Il “Music Educator Award 2027” invece si svolgerà il prossimo mese di febbraio a Los Angeles durante i premi Grammy. A Sulmona, presso il Complesso monumentale della Santissima Annunziata si riuniranno educatori, ricercatori e artisti per confrontarsi sui temi della creatività, dell’educazione musicale contemporanea e dell’impatto sociale della musica.

Sono previsti oltre cento interventi tra “paper presentation”, workshop, sessioni, dimostrazioni, concerti e relazioni keynote, con relatori provenienti da Europa, Nord America, Asia, Africa e Oceania. Secondo Marchetti, «i principali problemi dell’educazione musicale sono la rilevanza culturale, la formazione dei docenti e la connessione tra scuola e mondo del lavoro». Marchese ha organizzato l’evento di Sulmona tramite la Mediterranean Music Education Committee (Memeco) – l’associazione di cui è co-fondatore (assieme ad altri sei docenti universitari) e presidente – con l’appoggio dell’Association for Popular Music Education (Apme), l’organizzazione internazionale con sede presso l’Università di Miami, in Florida, dedicata alla promozione della musica popolare.

In America, Marchese si è distinto anche come cantante jazz, quando, nel quartiere italiano del North End di Boston, insegnava la lingua italiana con una nuova tecnica: attraverso le canzoni italiane più famose. Ad una scolaresca composta di ragazzi dai 12 ai 17 anni (di varie nazionalità) Stefano distribuiva fotocopie di testi di canzoni classiche, che poi lui interpretava. In questo modo gli studenti imparavano a leggere i testi ascoltandoli cantati.

L’avventura americana di Marchese è iniziata nel 2010 quando partì per studiare al Berklee College of Music di Boston, dopo aver vinto una borsa di studio a Umbria Jazz. L’anno seguente è stato raggiunto dalla moglie aquilana, Milena Gessica Di Meo che è dottoressa in chimica e tecnologie farmaceutiche ed ora lavora presso Harvard University nel campo della ricerca sulle cellule staminali applicata all’emato-oncologia, dopo aver conseguito una seconda laurea in Affari regolatori internazionali alla Northeastern University di Boston.

Poi, nel 2012, Marchese ha vinto il Berklee Vocal Award ed è stato selezionato come arrangiatore per il concerto “Whitney Houston Tribute”, messo in scena dallo stesso College. Ad agosto 2013 ha pubblicato il suo primo album dal titolo “Radici”, ispirato dalle sue origini abruzzesi. «Mi manca moltissimo la mia terra, che purtroppo mi ha offerto molto poco, nonostante mi abbia dato un’ottima formazione con grandi maestri come Antonio Matarazzo per il canto e Anna Maria Tiberio per la recitazione», lamenta Stefano Marchese.

«Sono stato costretto a lasciare molto presto la mia città», aggiunge, «a 19 anni Roma mi offrì due opportunità: l’ammissione all’università Dams e all’accademia di Pino Insegno “Corrado Pani” con una borsa di studio. Lì ho avuto la fortuna di studiare e condividere il palco con grandissimi artisti come lo stesso Pino e suo fratello Claudio. Ma anche Pippo Baudo e Claudio Baglioni. A Roma ho avuto anche l’opportunità di lavorare in Rai come vocalist per Uno Mattina. Poi però non ho resistito alla sirena americana, quindi ho fatto le valigie ed eccomi qui a Boston».

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