Elezioni rettore, le richieste degli studenti
Numero chiuso, tasse, sedi in centro: ecco i principali quesiti dell’Udu ai candidati Masciocchi e Alesse
L’AQUILA. Numero chiuso, tassazione universitaria, sedi dell’Ateneo in centro storico ancora da ricostruire. Sono solo alcuni dei temi affrontati dall’Unione degli universitari (Udu) nel documento consegnato ai due candidati a rettore per i prossimi sei anni: Edoardo Alesse, ordinario di Patologia generale, già nel 2007 contro Ferdinando di Orio, e Carlo Masciocchi, ordinario di Radiologia, pro rettore vicario uscente. Fervono, infatti, le manovre in vista della prima votazione, prevista per giovedì, 13 giugno, a cui se necessario seguirà una seconda il 18 e una terza il 25. L’eventuale ballottaggio è previsto per il 28 giugno.
IL DOCUMENTO. «Dalla lettura dei programmi dei candidati abbiamo rilevato l’assenza o la necessità di chiarimento su argomenti importanti», spiegano gli studenti. «Ai professori Alesse e Masciocchi, con questo documento, chiediamo quindi allo stesso modo di dare una risposta pubblica a queste riflessioni e interrogativi».
TASSE. «Nei programmi presentati non si accenna minimamente alla tassazione universitaria», continua l’Udu. «Spesso il nostro Ateneo ha affermato di avere la tassazione più bassa d’Italia, in realtà il nostro valore di tassa massima è sì tra i più bassi d’Italia, ma cadono in tassa massima anche famiglie e studenti a medio reddito (Isee 45.000 euro), mentre in moltissimi atenei la fascia massima è spostata su valori molto superiori (Sassari 70.000, Pisa 72.000, Chieti 75.000, Perugia 100.000, Bari 100.000)». Una questione da cui gli studenti si sono sentiti tagliati fuori: «Riteniamo indispensabile elaborare soluzioni più condivise».
NUMERO CHIUSO. Il tema torna attuale soprattutto alla luce del fatto che più volte il Tar ha accolto i ricorsi degli studenti, con sentenze che a loro avviso «hanno ribadito l’illegittimità dell’inserimento del numero programmato sulla base dei criteri di sostenibilità. Nei programmi dei candidati il tema viene da un lato completamente eluso, dall’altro si accenna a una possibile diversa modalità di accesso, pur confermando il numero programmato». Sul tema dunque, l’Udu chiede ancora una volta un dibattito aperto prima delle elezioni.
ALGORITMO ARBIB. A oggi, per definire su quali settori si assumono nuovi docenti, si fa una valutazione in base soprattutto ai settori in cui la ricerca è maggiore, mentre l’impegno didattico per numero di corsi, studenti e laureati pesa molto meno e il numero di studenti esposti a quella didattica per niente (secondo il modello Arbib). In buona sostanza, quando un prof va in pensione, non sempre è sostituito da uno nello stesso settore, ma spesso da un docente di un’area a forte impatto di pubblicazioni scientifiche. Un sistema che non funziona, per l’Udu, e che andrebbe rivisto.
SERVIZI. «Sul tema delle carriere degli studenti e delle borse di studio crediamo si possa fare un notevole salto in avanti, anche immaginando un ufficio e uno sportello studenti coordinato e congiunto», spiegano gli studenti. «La nostra presenza nei tavoli territoriali è indispensabile, così come il ruolo attivo delle rappresentanze nelle fasi di programmazione dei servizi rivolti agli studenti».
PALAZZO CARLI. Infine, una domanda diretta ai candidati: «Negli organi centrali da anni manca il dibattito su quale sarà il destino dell’ex Rettorato. Qual è la vostra posizione in merito al futuro di Palazzo Carli? Come intendete portarla nel dibattito universitario?».

