Emergenza alloggi Ci sono 170 richieste per 4 case parcheggio

L’assessore: «Le domande sono triplicate in breve tempo e da venti anni l’Ater non costruisce nuovi appartamenti»
SULMONA. Sono appena quattro le case parcheggio libere reperite dopo la ricognizione avviata dagli uffici di palazzo San Francesco, a fronte delle 170 richieste di alloggi popolari.
Sfondano il tetto delle 170 le domande arrivate in occasione dell’ultima selezione pubblica, scaduta a marzo dopo la proroga di gennaio.
A fronte della triplicazione delle richieste, non ci sono sufficienti alloggi in città. Anzi, le richieste di chi aspetta una casa da anni dove vivere dignitosamente sono destinate a restare su carta per molto altro tempo.
Del resto, l’emergenza abitativa a Sulmona è diventa ormai cronica, con i bandi degli ultimi anni che sono rimasti su carta proprio per la carenza di case libere. All’ultima graduatoria, stilata a dicembre 2013 e riferita al bando del 2012, erano arrivate 55 domande, 14 escluse e 41 accettate. A quelle si sono aggiunte le 170 dell’ultima selezione pubblica, avvenuta due anni dopo, come prevede la legge. Tutte richieste destinate a restare inevase, almeno per ora.
Conferma l’emergenza abitativa in città l’assessore comunale al Sociale Nicola D’Alessandro.
«Le domande sono 170, più che triplicate rispetto all’ultima volta», dice l’assessore al riguardo, «purtroppo non ci sono case libere e la situazione peggiora di giorno in giorno. Ora siamo riusciti a reperire appena quattro case parcheggio che dovranno essere assegnate con regolare bando, per evitare ingiustizie e diseguaglianze».
Il riferimento dell’assessore è alla donna che aveva occupato per quasi un mese la stanza retrostante l’aula consiliare perché rimasta senza casa e che aveva poi ottenuto un alloggio parcheggio.
«Non si può più fare così», aggiunge D'Alessandro, «bisogna avere una graduatoria ufficiale e dati certi».
L'emergenza abitativa in città raggiunge livelli record, fra case popolari occupate e nuove costruzioni bloccate, anche a causa di un piano regolatore in panne da circa trenta anni. Un'eternità che ha fatto schizzare i prezzi del mattone, con sempre più persone che non riescono a permettersi una casa di proprietà e che sono costrette ad affollare le graduatorie delle case popolari o a ripiegare sugli affitti che salgono di prezzo. Le richieste di case popolari, per le quali il reddito convenzionale non deve superare i 12.923 euro l'anno, arrivano soprattutto da giovani coppie, stranieri e famiglie con posti di lavoro persi. Attualmente a Sulmona sono 230 le case popolari: 150 di proprietà dell'Ater e 80 quelle parcheggio (concesse solo per situazioni di emergenza abitativa e massimo per due anni). Tempi quasi sempre sforati, con le persone che non le lasciano per mancanza di alternative.
Per questo il Comune di Sulmona è a volte costretto a ricorrere a sanatoria, trasformando i contratti di affitto a tempo indeterminato. Ma si tratta di soluzioni tampone,
Da circa venti anni l'Ater (Azienda territoriale edilizia residenziale) non costruisce nuovi appartamenti in città. E poi i nuovi casi di povertà rendono tutto più difficile in questo comparto.
Federica Pantano
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