Emergenza cinghiali, ecco la taglia: 50 euro per ogni animale abbattuto

19 Dicembre 2023

Verranno pagati dal presidente dei Giovani di Confagricoltura: «È l’ultima speranza per molte imprese Danni sempre più ingenti. Pronti a firmare una convenzione con l’Atc, l’obiettivo è invogliare i cacciatori»

L’AQUILA. Una taglia di 50 euro per ogni cinghiale abbattuto. Sarà pagata dal presidente dei Giovani di Confagricoltura L’Aquila per tentare di arginare il fenomeno dei selvatici che anche in provincia devastano campi e raccolti.
I DANNI
La fauna selvatica è diventata ormai l’incubo degli allevatori e degli agricoltori. Cinghiali e cervi distruggono interi campi coltivati, mangiano quello che trovano e causano danni ingenti a tutte le attività che già con molta difficoltà cercano di andare avanti. Erminio Pensa, agronomo e presidente dei Giovani di Confagricoltura L’Aquila (Anga), continua a rispondere quotidianamente agli appelli che arrivano dal territorio, alle richieste disperate di aiuto. «Negli ultimi anni i danni sono cresciuti dal 20% a oltre il 90%», ha raccontato il giovane imprenditore, che gestisce un’azienda nella Marsica. «Stiamo valutando la chiusura dell’allevamento», ha affermato, «sul quale abbiamo fatto straordinari investimenti per digitalizzare i processi produttivi; siamo specializzati nell’allevamento di vacche da latte di elevatissima genealogia e occupiamo una decina di dipendenti rifornendo il latte al Caseificio cooperativo Terrantica di Raiano». La situazione di Pensa è comune a quella di tanti allevatori che ormai a fine mese fanno i conti con canoni sempre più alti e danni sempre più ingenti.
L’APPELLO
Confagricoltura giovani si è rivolta al vice presidente della giunta regionale con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, e all’Ambito territoriale caccia, Roveto Carseolano, per segnalare che le misure adottate finora per il contrasto degli ungulati sono risultate insufficienti. «A nostro avviso le possibilità di contrastare il fenomeno esistono, basta avere il coraggio di misurarsi con la realtà», ha continuato Pensa, «oggi gli ungulati sono diventati un’emergenza ambientale e bisogna avere la forza di essere dalla parte degli agricoltori; d’altronde l’abbattimento dei cinghiali non comporta alcun danno agli ecosistemi. All’atto del ripopolamento si credeva che i lupi avrebbero controllato la loro proliferazione e mantenuto l’equilibrio, purtroppo così non è stato e ci ritroviamo con mandrie decimate dai lupi e colture devastate dai cinghiali».
LA TAGLIA
L’ultimo disperato tentativo di salvare anni e anni di lavoro è stato quello di mettere una taglia sui cinghiali uccisi. «La nostra cooperativa, prima di gettare la spugna, ha deciso di stanziare una somma e dare un premio di 50 euro ai cacciatori per ogni cinghiale abbattuto nella nostra zona di coltivazione», ha concluso il presidente di Aiga, «non è una provocazione, è l’ultima speranza per non chiudere, per questo vorremo che questo premio, forse più prosaicamente una taglia, fosse gestito attraverso una convenzione tra gli allevatori e l’Atc, l’ente che ha la competenza per la gestione della caccia nel nostro territorio, sperando di invogliare i cacciatori ad abbattere i cinghiali».