Endoscopia, ecco il reparto da primato

6 Dicembre 2014

AVEZZANO. L’unità operativa di endoscopia dell’ospedale di Avezzano ottiene la medaglia d’oro per la qualità e i servizi offerti. Grazie a un intenso e proficuo lavoro coordinato dal direttore...

AVEZZANO. L’unità operativa di endoscopia dell’ospedale di Avezzano ottiene la medaglia d’oro per la qualità e i servizi offerti. Grazie a un intenso e proficuo lavoro coordinato dal direttore Antonio Sedici, l’unità operativa, unica in Abruzzo, è riuscita a ottenere il certificato Uni En Iso 9001-2008, equivalente a una “laurea con lode” per il livello di qualità riscontrato. La decisione di sottoporsi a continui esami per potere ottenere la certificazione è stata proprio del reparto che, per offrire un servizio all’avanguardia, ha voluto sostenere ben 12 visite al mese da parte della commissione, continue valutazioni e modifiche per migliorare l’unità operativa. Il risultato, però, è stato più che soddisfacente e ha permesso allo staff di ottenere la garanzia di qualità fino al 2017. I commissari, infatti, hanno trovato un reparto di 350 metri quadrati, nuovo – è stato ristrutturato due anni fa al costo di 100mila euro – e con tecnologie avanzate. Si entra solo attraverso la lettura ottica del codice fiscale, contenuto nella tessera sanitaria, il paziente, che deve indossare copri scarpe, viene accompagnato dall’operatore nelle varie stanze. La firma del consenso alla privacy e alla procedura endoscopica viene apposta tramite “tavoletta grafica” senza l’uso della carta. Il reparto è diviso in due sale endoscopiche, una sala-risveglio, il breath test o la sala delle ecografie o delle visite. Ci sono poi due studi medici, spogliatoio per utenti, locale per infermieri, servizi igienici distinti per personale e utenti, con bagni fruibili anche da soggetti diversamente abili. Le immagini degli esami vengono registrate su un dischetto consegnato poi all’utente insieme alla carta dei servizi. Anche i tempi di attesa per sottoporsi all’endoscopia non sono molto lunghi si va da un minimo di due giorni a un massimo di dieci.

Eleonora Berardinetti

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