Energia dal Liri, nasce il Consorzio

Primo atto dei Comuni per riscuotere canoni dalle società elettriche
AVEZZANO. Nasce il Consorzio imbrifero montano Liri-Garigliano, senza il quale sarebbe stato impossibile il pagamento, da parte delle società elettriche, del sovracanone rivendicato dai Comuni interessati. Il battesimo avverrà venerdì 5 giugno, alle 17, nella sede della Comunità montana Montagna Marsicana, ad Avezzano. L’assemblea dei sindaci eleggerà il presidente, che sarà Tonino Mattei, ex sindaco di Morino, Comune capofila, e il direttivo, che sarà costituito da Ilaria Paletti (Trasacco), Marco Liberatore (Ovindoli), Antonio Mercuri (Bisegna) e Ernero Antonini (Canistro). La somma che il Consorzio conta di incassare è consistente. Dai calcoli fatti, le società elettriche, ogni anno, dovrebbero pagare all’intero bacino imbrifero Liri-Garigliano intorno ai 200 milioni. Le Province interessate, oltre all’Aquila, sono Frosinone, Caserta, Roma, Isernia e Latina. Alla provincia dell’Aquila, che comprende 31 comuni, andrà il 35% della somma incassata. La legge di stabilità del 24 dicembre 2012 prevedeva che i sovracanoni, contemplati da una legge del 1953, dal primo gennaio 2013 venivano estesi a tutti gli impianti di produzione di energia idroelettrica superiore a 220 kw, ricadenti nei comuni «non solo rivieraschi», ma anche in quelli facenti parte dei «bacini imbriferi», indipendentemente dalla quota altimetrica. Ne nacque un contenzioso con le società elettriche, protrattosi per oltre cinque anni, al quale nel 2019, la Cassazione ha posto fine, dando ragione ai Comuni. «Il sovracanone», secondo la Suprema corte, «configura una prestazione patrimoniale imposta a fini solidaristici»: la legge del 1953, infatti, prevede la destinazione del sovracanone a un «fondo comune gestito dai Consorzi al fine di promuovere lo sviluppo sociale ed economico delle popolazioni interessate e per la realizzazione delle opere che si rendono necessarie per rimediare all'alterazione del corso naturale delle acque causata dalla loro regimazione artificiale».
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