Entra in un bar con il fucile e spara

Capistrello, 23enne esplode due colpi terrorizzando clienti e proprietari del locale. Arrestato dopo ore di ricerche
CAPISTRELLO. Ha sparato un colpo di fucile all’interno di un piccolo bar affollato di clienti. Un altro colpo lo ha esploso fuori dal locale, in aria, terrorizzando i passanti. Una notte di follia e di paura, quella che si sono ritrovati a vivere i proprietari e i clienti del bar Crazy di Capistrello. Il locale si trova in località piazza Centrale, sulla strada che da Capistrello va verso Castellafiume.
I carabinieri della locale stazione, dopo una notte di ricerche hanno arrestato Simone Di Felice, 23enne del posto. In paese è molto conosciuto perché gioca nel ruolo di difensore centrale nella squadra Us Capistrello, nel campionato regionale di Eccellenza. Ai militari Di Felice non ha detto il perché dello sconsiderato gesto e per questo i militari continuano ancora ad indagare. Questa mattina, alle 12, il ragazzo, che su disposizione del magistrato di turno si trova agli arresti domiciliari, dovrà comparire in tribunale per l’udienza del processo per direttissima. I reati contestati sono porto abusivo d’arma da fuoco, danneggiamento aggravato ed esplosioni da arma da fuoco. I carabinieri hanno anche denunciato A.B., 22enne di Capistrello, figlio del proprietario del fucile. Si tratta di un’arma calibro 12 del tipo sovrapposto, marca “Browning”, regolarmente denunciato da un uomo del posto, risultato estraneo ai fatti. Suo figlio, infatti, ha preso l’arma per prestarla all’amico e poi l’ha riportata a casa per nasconderla. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, sembra che all’interno del locale sia scoppiata una lite. Non è ancora ben chiaro quali siano stati i motivi, se sia volata qualche parola di troppo nei confronti della proprietaria o se il battibecco sia avvenuto solo tra Di Felice e altre persone. Fatto sta che il 23enne si è allontanato ed è poi rientrato imbracciando un fucile. Nel bar c’erano molte persone perché da poco era terminata la partita Juve-Milan. Il ragazzo ha sparato un primo colpo a terra, facendo un buco sul pavimento. Alcuni clienti lo hanno bloccato e spinto fuori. Qui ha sparato un secondo colpo, in aria. A pochi metri dal bar Crazy c’è un altro locale e anche qui c’erano diverse persone, alcune fuori. Poi Di Felice è scappato. Probabilmente è andato a nascondersi a casa della sua ragazza, in un paese vicino.
A chiamare il 112, per richiedere l’intervento dei carabinieri è stata la titolare del bar, Catia Ortensi, intorno alle 23.30. Al telefono, terrorizzata, ha raccontato che un ragazzo aveva sparato con un fucile. Sul posto è arrivata subito la pattuglia della locale stazione, con il maresciallo Corrado Di Gregorio che ha avviato subito le ricerche del responsabile del terrore. Grazie alle prime testimonianze i militari sono subito arrivati a recuperare il fucile che era nascosto nella casa del suo legittimo proprietario. A prenderlo era stato A.B., amico di Di Felice. I militari hanno cercato per diverse ore il 23enne che intanto aveva fatto perdere le sue tracce. Lo hanno trovato ieri intorno alle 9, non lontano dal centro del paese. Sulle ragioni di quel suo gesto sciagurato, che avrebbe anche potuto causare la morte di qualcuno, il giovane non è riuscito a dare una versione convincente. Pare abbia detto solo che voleva far vedere il fucile a persone che erano nel bar. Le indagini, comunque, non sono ancora chiuse. Il 23enne è stato fermato ed è poi finito ai domiciliari. Oggi in tribunale convalida dell’arresto e processo per direttissima.
Magda Tirabassi
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