Entro il 6 aprile tornano i negozi in piazza Duomo

7 Gennaio 2018

Il sindaco Biondi: «Stiamo lavorando per riportare anche Anagrafe e Usra» Al vaglio del Comune il progetto per nuova pavimentazione e luci 

L’AQUILA. Entro il 6 aprile, nono anniversario del terremoto del 2009 che ha distrutto L’Aquila, provocando 309 vittime, diverse attività commerciali rientreranno nei negozi intorno all’anello di piazza Duomo.
Altre attività sono pronte a rientrare entro il 10 giugno. Negozi di abbigliamento, bar e qualche ristorante. Ma anche attività professionali. A prescindere dal bando Fare Centro.
Ma non solo. Entro aprile verrà riconsegnata e riaperta al culto anche la chiesa di Santa Maria del Suffragio, o Anime Sante, unico esempio di edificio religioso in Abruzzo completamente del Settecento. L’amministrazione comunale, nel frattempo, sta trattando con l’Inps il palazzo di corso Federico II. I primi uffici che il sindaco Pierluigi Biondi vuole riportare all’interno delle mura storiche, sono quelli dell’Anagrafe e della Ricostruzione.
«Stiamo cercando di risolvere il problema con il demanio», conferma il primo cittadino, «e poi c’è la trattativa con l’Inps. Una volta risolto questo problema, è nostra intenzione riportare gli uffici in centro. Ma a prescindere dall’Inps e dagli uffici Anagrafe e Ricostruzione, è nostra intenzione ripopolare il centro storico proprio riportando gli uffici comunali. Non solo, però, attenzione», specifica il sindaco Biondi, «perché altrimenti si potrebbero creare false aspettative: per ripopolare i quartieri storici della città, occorre che tutti gli aquilani abbiano lo stesso obiettivo, dagli uffici pubblici alle attività commerciali, dalle banche agli studi professionali. Una sola tipologia non potrà mai risollevare le sorti del centro storico».
Il rientro delle attività commerciali intorno all’anello di piazza Domo e quello degli uffici comunali, aprirebbero la strada al ritorno anche degli ambulanti, che costituiscono il tradizionale e storico mercato. Anche se in questo momento le anime sono divise: ci sono gli ambulanti, per la maggior parte che seguono la linea del presidente della Fiva (Federazione italiana venditori ambulanti)-Confcommercio, Alberto Capretti, propensa al rientro in piazza Duomo; e un’altra parte, invece, che non vuole muoversi da piazza d’Armi, se non per l’alternativa di un mercato coperto e in una zona strategica.
«Per il mercato coperto avevamo pensato anche al sito dove era prevista la rimessa dei vagoni della metropolitana di superficie che non si è più fatta», precisa il sindaco, «ma quella struttura, iniziata e mai ultimata, è di proprietà di Iannini».
Uno dei primi obiettivi, comunque, di Biondi, è la ripavimentazione di piazza Duomo. «Lì è previsto il rifacimento della pavimentazione, ma anche l’illuminazione e tutto l’arredo urbano. Il progetto è al vaglio della speciale Commissione che abbiamo costituito per l’arredo urbano», afferma il primo cittadino.
«Stiamo cercando ora di procedere, con la ricostruzione, in maniera più omogenea. Anche perché alcune zone, come appunto piazza Duomo e piazza Palazzo, sono quasi totalmente ultimate», sottolinea Biondi. «In piazza Duomo manca soltanto l’edificio ex Del Vecchio, mentre su piazza Palazzo manca il palazzo ex Eca, dove c’era il ristorante Ernesto, e poi c’è tutto l’aggregato della Biblioteca provinciale, Camera di commercio, che corre lungo il perimetro corso Umberto, corso Vittorio, via Sallustio, via Patini e piazza Palazzo». La competenza di questo aggregato è del Provveditorato alle Opere pubbliche.
Ma è imminente anche la riconsegna di altri luoghi di culto, simboli della città, come la chiesa di San Pietro, nell’omonimo quartiere, e quella di San Silvestro, che ricadono sotto la competenza della Soprintendenza ai beni culturali e architettonici. Mentre è praticamente ultimata la chiesa dell’ex convento di San Domenico – dove sorge, proprio nell’ex convento, la Corte dei conti – con ingressi su piazza Angioina e piazza san Domenico (qui la competenza è del Provveditorato alle Opere pubbliche). Entro l’estate, al massimo settembre, verrà riconsegnata anche la chiesa di Sant’Agostino, prima del terremoto adibita a teatro, come la chiesa di San Filippo. C’è ancora da aspettare, invece, per la cattedrale di San Massimo. Il Duomo è indietro e chi sta esaminando il progetto, De Vitis, presto andrà in pensione. Questo potrebbe significare altri ritardi.
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